BUON ANNO

Lettera aperta del senatore Michele Bonatesta


VITERBO. Essì, il 21 dicembre scorso ci eravamo lasciati con gli auguri di “ Buon Natale “, dandoci appuntamento al 31 dicembre 2015 per gli auguri di fine anno.
Per gli auguri di fine anno e per la comunicazione di una... “ notizia importante “.

Bene, siamo arrivati al 31 dicembre.

Oggi è il 31 dicembre 2015 ed è il giorno in cui abbiamo preso impegno di comunicare una notizia importante.
Per cui... per cui lo facciamo subito.
Eccerto: quando si ha un peso sullo stomaco, la cosa migliore è toglierselo il prima possibile.
E noi... noi lo facciamo ora.
Essì, la... “ notizia importante ‘.

Da oggi latuavoce.it cessa le pubblicazioni.

Da domani non troverete più latuavoce.it nella edicola on line nella quale – non senza sacrifici – l’abbiamo fatta arrivare puntuale, ogni mattina, per sei anni di seguito.

3.148 numeri pubblicati senza soluzione di continuità, giorni festivi e festività di vario genere compresi.

Non è stata una decisione, questa di tirare i remi in barca, improvvisa né tantomeno una decisione presa a cuor leggero.

Nossignore.

La verità è che... la verità è che ‘ la cosa ’ ci ronzava nella testa già da tempo.

Eccerto: la libertà – specie per chi esercita un determinato ruolo nel settore dell’editoria – ha un suo costo.
Un costo notevole.
Un costo elevato se effettivamente si vuole mantenere la propria libertà, incondizionata.
Libertà di pensiero.
Libertà di opinione.
Libertà di espressione.
Libertà di coscienza.
Libertà economica.
Quella ‘ libertà ‘, insomma, alla quale noi, latuavoce.it, non abbiamo mai rinunciato, indipendentemente dal costo.

Ma poi – come in ogni cosa – arriva il momento in cui la vita chiede di
‘ tirare le somme ‘ di ciò che è stato fatto.
Tirare le somme per capire se... se ne è valsa la pena.
Soprattutto... se varrebbe la pena continuare.
Epproprio: le somme.
Le somme, dicevamo, di ciò che si è realizzato.

Anche noi, dunque, abbiamo deciso di farlo e – con orgoglio – oggi possiamo dire che... ebbene... sì... il bilancio possiamo considerarlo del tutto positivo.

Ebbene sì: ne è valsa la pena.

La nostra presenza, la presenza de latuavoce.it nel variegato e sempre più affollato mondo della stampa locale ( in particolare ), ha avuto un ruolo importante.

Un ruolo di novità, sicuramente, a cominciare dal format che si è voluto richiamare a quello della carta stampata per differenziarsi già nella ‘ presentazione ‘ da tutte quelle altre testate che sempre più assomigliavano a semplici.. agenzie di stampa.

Nossignore.

Sin dal primo momento latuavoce.it ha voluto essere “ la voce “ di tutti coloro che sino a quel momento non avevano avuto voce, “ la voce “ di tutti coloro ( viterbesi e non) che avessero deciso di avere “ voce in capitolo “ anche su fatti nazionali, e internazionali, regionali, provinciali, locali.

Senza condizionamenti e pregiudiziali di carattere politico..
Un giornale di informazione ad ogni livello, dunque, ma anche un giornale di ‘ opinione ‘.
Senza ostracismi di parte o nei confronti di chicchessia.
Un giornale di opinione ma anche... un giornale satirico.
Senza censure di alcun tipo.
Un giornale di satira politica.

Eggià: 3.148 numeri di giornale di informazione, opinione e satira di tal fatta, non hanno rappresentato una impresa facile, quotidiana ma... ma ce l’abbiamo fatta.

Ce l’abbiamo fatta grazie innanzi tutto al nostro co-editore Bruno Moneta, e poi grazie ai collaboratori tecnici che ci hanno accompagnato – in tempi diversi – nell’arco di questi sei anni: Matteo, Alessandro, Pierluigi.

Grazie.

Grazie a tutti loro che con passione e competenza hanno collaborato alla ‘ nascita ‘ – ogni giorno – di un nuovo numero de latuavoce.it per... 3.148 giorni.

Ma un grazie particolare pensiamo di doverlo rivolgere al nostro amico e collega Gianfranco Faperdue, il decano dei giornalisti viterbesi.

Un giornalista della ‘ vecchia scuola ‘ viterbese che ha saputo essere attento osservatore, critico e suggeritore delle problematiche della nostra città, della nostra Viterbo ma anche del nostro territorio in generale, con i suoi 1.520 articoli pubblicati su latuavoce.it.

1.520 articoli che – uniti ai nostri 2.140 – hanno rappresentato il vero e proprio “ zoccolo duro “ de latuavoce.it , la spina nel fianco di tanti politici ed amministratori che ci hanno sempre seguiti con il timore ogni volta di essere loro oggetto di osservazione sotto la nostra lente di ingrandimento, politici ed amministratori che alla fine - in molti – hanno scelto di diventare degli strani ibridi tra lo struzzo con la testa infilata nella sabbia e le tre scimmiette che non parlano, non vedono e non sentono pur di non accettare il confronto con le nostre opinioni,con le nostre ragioni.

Essì: grazie a Bruno, a Gianfranco, a Matteo, Alessandro e Pierluigi ma grazie anche a tutti coloro che hanno scelto il nostro giornale per fare ascoltare ‘ la loro voce ‘ pur non essendo di questo territorio.

I nomi non li facciamo per evitare di dimenticarne qualcuno dato che tanti sono stati.

Nomi non ne facciamo ma... grazie anche a tutti coloro che hanno scritto su latuavoce.it ed a tutti quelli che per un motivo o per l’altro – magari... per sbaglio, magari... per curiosità – si sono collegati ( magari... anche una sola volta) dai 119 paesi esteri che abbiamo raggiunto e dalle 3.371 località italiane che sono state monitorate attraverso le 62.556 pagine visitate, in 382.077 pagine di domini esterni.

Essì, questi sono “ i numeri “ de latuavoce.it dopo sei anni di pubblicazioni, numeri che ci rendono orgogliosi del lavoro fatto e soddisfatti delle “ somme “ che abbiamo potuto tirare insieme a oltre 5.000 lettori unici al giorno, con i loro oltre 7.000 contatti giornalieri.

Grazie, grazie anche a tutti loro.

Ma... dicevamo dei ‘ numeri ‘ .

Numeri e contatti autentici, non ‘ truccati ‘ – come altri amano fare – attraverso i contratti ‘ a pagamento ‘ con Google.

Nossignore: i nostri sono numeri autentici, di lettori veri e non numeri taroccati a fini... pubblicitari.

Numeri che noi oggi consegniamo – senza falsa modestia – alla “ storia “ del giornalismo locale sicuri che non saremo dimenticati tanto facilmente e tanto presto.

Massì: oggi ci sarà sicuramente chi resterà rammaricato per questa ‘ notizia importante ‘ che abbiamo voluto comunicare proprio l’ultimo giorno del 2015 ma, oltre ai ‘ rammaricati ‘ ci saranno sicuramente altri che stapperanno bottiglie di spumante brindando alla nostra uscita di scena.

Eccerto: tanto... tanto a Viterbo non succede mai niente.
Epproprio: a Viterbo... a Viterbo non succede mai nulla di importante.
Nonostante le premesse ci sarebbero tutte.
Nonostante ci sia la mafia.
Nonostante ci sia la corruzione.

Lo ha detto anche l’ex Procuratore Capo della Procura della Repubblica di Viterbo in una intervista a Il Messaggero, giorni fa: a Viterbo la mafia c’è quanta e più di... Mafia Capitale.

E noi lo abbiamo sempre denunciato, prima che lo dicesse lui, il dr. Alberto Pazienti.

Non solo lo abbiamo denunciato ma abbiamo anche espresso i nostri dubbi che qualche pezzo di ‘ Mafia capitale ‘ fosse andato a finire nel Comune di Viterbo.

Senza ottenere risposte né smentite, ovviamente.

Così come la corruzione.

Anche noi, prima che lo dicesse il Procuratore Capo della Procura della Repubblica di Viterbo, abbiamo sempre lasciato ‘ capire ‘ che a Viterbo c’è corruzione , lasciando ‘ intendere ‘ anche dove – a nostro avviso – si correva il rischio che ci fosse.

Ma a Viterbo... a Viterbo non succede mai niente.

Mai niente di “ importante “ ovviamente.

Lo ha amaramente rilevato – nella sua intervista di commiato – anche il dr. Alberto Pazienti, Procuratore Capo della Procura della Repubblica di Viterbo, dandone anche una spiegazione.

Una spiegazione ancora più “ amara “ ( a nostro avviso ) della stessa constatazione.

A Viterbo non succede mai nulla di importante – ha, di fatto, spiegato il dr. Alberto Pazientiperché... perché a Viterbo c’è... la prescrizione “.

Un motivo in più – per noi, a questo punto – per sentirci liberi ( nei confronti dei nostri lettori e delle Istituzioni) ed essere liberi di... andare finalmente in pensione.

Senza rammarico.

Senza rimpianti.

Con la certezza di avere fatto sino il fondo il nostro dovere di politici con le mani pulite e di giornalisti liberi, con la coscienza ( e non solo)... libera.

Eccerto.

Per cui... per cui... BUON ANNO a tutti.
Buon 2016 a tutti, veramente.

A tutti !

O... no ?

Senatore Michele Bonatesta

Viterbo, giovedì 31 dicembre 2015