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   ANNO  IV  n°1207    Martedì 7 Settembre 2010

ULTIME NOTIZIE:   -  VITERBO: METEO, UNA SETTIMANA DI PREVISIONI PER LA TUSCIA

PROIETTI: "QUI CONOSCERO' I VITERBESI"
D'ARPINI: "MENO MALE CHE SILVIO C'E' "
ELEZIONI TAROCCO?
di Michele Bonatesta

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PROIETTI: "QUI CONOSCERO' I VITERBESI"

ORE 11:20

Caro Direttore,
quando l'attuale legge elettorale fu varata, c'era nell'animo della politica-nuova la volontà di correggere una stortura elettiva dei vari capi zona (soprattutto al sud Italia) e quindi di sconfiggere il voto di scambio.

Noi, poveri idealisti, che credevamo nel VALORE DELLE IDEE, abbiamo tifato per una siffatta legge...purtroppo il meneghino (da noi storicamente avverso, vedi il Barbarossa), furbo, furbissimo ne ha fatto un uso smodato portando in Parlamento la sua corte e gestendo l'Italia come un'azienda...la sua.

Sono figlio del boom economico, nonni e genitori mi hanno cresciuto con i racconti del tempo di guerra, e, comunque vedevano nel presente il loro ed il nostro futuro perchè sicuramente le condizioni sociali erano nettamente migliorate.

Quì, sul pineta Terra, i problemi sono di mantenimento di un processo di crescita ad una velocità più alta, rispetto alla ns. storia e la politica, quella che avrebbe dovuto, per essere una buona Politica, quantomeno, lenire il blocco di una città per 15 cm di neve; continua in questo gioco di società con slogan insignificanti, vuoti e, soprattutto bolliti!

Il buon Giampaolo Pansa mi conforta nei miei ragionamenti ,estratti dal vivere civile, e mai come questa volta, oso fare delle previsioni...quì conoscerò, consapevolmente, i miei concittadini.

Saluti.

Antonello Proietti


10 marzo 2010



ELEZIONI TAROCCO?




VITERBO. Chissà se è per il fatto che, in quella occasione, ne fummo protagonisti anche noi in prima persona.

Ci riferiamo a quando il Parlamento ( e quindi) anche il Senato, votò quella riforma elettorale che lo stesso ministro Calderoli, vale a dire colui che ebbe l’onore e l’onere di pensarla e di scriverla, lo stesso ministro Calderoli – dicevamo - non ebbe remore a definire una “ legge porcata “ già all’indomani (quasi ) della sua approvazione.

Una ‘ legge porcata ‘– come dicevamo – che anche noi ( per disciplina di partito ) votammo, pur sapendo che da quel momento in poi i parlamentari, i rappresentanti del territorio, non sarebbero piu’ stati eletti dal popolo sovrano ma sarebbero stati ‘ nominati ‘ dalle segreterie dei vari partiti sia a destra sia al centro sia a sinistra.

Resta il fatto ( ed era questo quello che volevamo dire iniziando a scrivere così come abbiamo iniziato ) resta il fatto che l’aggettivo ‘ porcata ‘ ci si è immediatamente parato di fronte alla mente quando il Pdl ha tirato fuori dal cilindro del ‘ mago ‘ Berlusconi il cosiddetto decreto legge-salva liste-Pdl.

La… ‘ porcata due ‘, ci siamo chiesti ?

Il… ‘ decreto legge- porcata ‘, ci siamo chiesti ?


Roberto Calderoli

Lo avrebbe mai definito così il ministro Calderoli se non fosse stato il governo Berlusconi ( e quindi il ‘ suo ‘ governo ) ad approvarlo per salvare le liste del Pdl in Lombardia e nel Lazio e fosse stato invece un governo di centrosinistra ( magari il governo Prodi ) ad escogitare questa ‘ norma interpretativa ‘ ( a posteriori) per salvare le liste del Partito Democratico in qualche regione dove i dirigenti di quest’ultimo si fossero dimostrati quanto meno… ‘ maldestri ‘?

L’ avrebbe mai definito così, il ministro Calderoli, se il decreto fosse andato ad interferire con leggi di competenza delle Regioni e se al governo ci fosse stata la sinistra e se il decreto fosse stato ’ partorito ‘dal governo della sinistra?

Non lo sappiamo.

Avendo avuto modo di conoscere per lungo tempo il ministro Calderoli, però, diciamo che… in questo momento anche un politico ‘ estroverso ‘ come lui riconosce rebbe che non sarebbe questo il momento di dare libero sfogo al proprio pensiero.

Ma non è detto che piu’ in la, passata cioè la bufera e, ovviamente, le elezioni, Calderoli non faccia il bis e si ripeta definendo ‘ porcata ‘anche l’attuale decreto-salva liste-Pdl.

Noi – naturalmente – non ci permettiamo di azzardare una simile aggettivazione non sapendo mai come potrebbe andare a finire.

Noi non siamo Di Pietro, non siamo parlamentari, non abbiamo immunità di alcun genere, ora facciamo semplicemente parte di quel popolo ex sovrano che non conta ( piu’ ) assolutamente nulla e che – al massimo – con discrezione può manifestare il proprio dissenso, dissenso che… lascia il tempo che trova.


Antonio Di Pietro

Ma il dissenso c’è !

Ora sì, infatti, che il risultato elettorale potrà ritenersi falsato se non ci penserà qualche organo giurisdizionale a rimettere le cose a posto.

Ora si che possiamo parlare di… elezioni tarocco !

Ora si che si può parlare di attentato concreto alla democrazia.

Quando si cambiano le regole a partita iniziata, è impossibile sostenere che il risultato finale, qualunque esso sia, non sarà un risultato condizionato dalle nuove regole, un risultato falsato dalle nuove regole introdotte dopo il fischio di inizio.

E tutti i regimi iniziano così.

Tutti i regimi sono sempre iniziati cosi: cambiando le regole a gioco iniziato, a favore… della squadra di casa.

Tutti i regimi, per affermarsi, hanno sempre avuto bisogno di un arbitro che, dopo il fischio di inizio, convalidasse il cambio delle regole.

Il tutto… di fronte ad un pubblico attonito, stordito dalla propria impotenza, al quale viene lasciata solo la possibilità di…non andare piu’ allo stadio.


Giorgio Napolitano

Ma anche questo ( il rischio cioè, di continuare a giocare con lo stadio vuoto ) non impensierisce il regime dato che è proprio quello a cui il regime tende: avere gli stadi vuoti o, comunque, gli stadi dove gli ultras non abbiano piu’ ‘ licenza ‘ di esistere.

Eppure…

… eppure qualcosa ancora si potrebbe fare.

Se non altro per dimostrare come in effetti il decreto-salva liste del Pdl non sia stato la soluzione giusta.

Se non altro per mettere l’arbitro in… brache di tela, come suol dirsi.

Se non altro per vedere, di fronte al fatto nuovo, come si comporterà l’arbitro.

Ragioniamo per assurdo.

E se, una volta riammesse le liste del Pdl in Lombardia e nel Lazio, magari nelle Regioni dov’ è scontata la vittoria del Pdl o nella stessa Lombardia e nello stesso Lazio ‘ qualcuno ‘ ritirasse le liste già presentate ?

Se, per esempio, le ritirasse l’Idv ?

Se, per esempio, le ritirasse il Pd ?

Se, per esempio, le ritirasse la sinistra radicale ?

Cosa succederebbe se qualcuno – ora – dovesse decidere ( ‘ per protesta ‘contro le elezioni tarocco ) di non partecipare piu’ alle elezioni?

L’arbitro sospenderebbe la partita?

Continuerebbe a farla disputare ugualmente se una delle due squadre lasciasse il campo?


Silvio Berlusconi

O varrebbe il principio sancito con il decreto-salva liste del Pdl, vale a dire che non si possono fare le elezioni se ad una parte consistente dell’elettorato viene preclusa la possibilità di votare?

Già cosa succederebbe in questo caso?

Il Presidente della Repubblica sicuramente tornerebbe a dirsi ‘ preoccupato ‘.

E… poi ?



D'ARPINI: "MENO MALE CHE SILVIO C'E' "

ORE 10:55

Tu quoque Michele...? Hai votato per disciplina di partito? Ed il "partito ormai ha preso il sopravvento"... Non voglio commentare l'articolo da te scritto che già è chiaro di per se stesso... mi limito a segnalarti una lettera "anonima" ricevuta:

"Salve, sono un semplice cittadino.
Vivo a Milano 2, in un palazzo costruito dal Presidente del Consiglio.
Lavoro a Milano, in una azienda di cui il solo azionista è il Presidente del Consiglio.

Anche l´assicurazione dell´auto con cui mi reco a lavoro è del Presidente del Consiglio, come del Presidente del Consiglio è l´assicurazione che gestisce la mia previdenza integrativa.

Mi fermo tutte le mattine a comprare il giornale, di cui è proprietario il Presidente del Consiglio. Quando devo andare in banca, vado in quella del Presidente del Consiglio.

Al pomeriggio, esco dal lavoro e vado a far spesa in un ipermercato del Presidente del Consiglio, dove compro prodotti realizzati da aziende partecipate dal Presidente del Consiglio.

Alla sera, se decido di andare al cinema, vado in una sala del circuito di proprietà del Presidente del Consiglio, e guardo un film prodotto e distribuito da una società del Presidente del Consiglio, questi film godono anche di finanziamenti pubblici elargiti dal governo presieduto dal Presidente del Consiglio.

Se invece la sera rimango a casa, spesso guardo la TV del Presidente del Consiglio con decoder prodotto da società del Presidente del Consiglio, dove i film realizzati da società del Presidente del Consiglio sono continuamente interrotti da spot realizzati dall´agenzia pubblicitaria del Presidente del Consiglio.

Soprattutto guardo i risultati delle partite, perché faccio il tifo per la squadra di cui il Presidente del Consiglio è proprietario.

Quando non guardo la TV del Presidente del Consiglio, guardo la RAI, i cui dirigenti sono stati nominati dai parlamentari che il Presidente del Consiglio ha fatto eleggere.

Allora mi stufo e vado a navigare un po´ in internet, con provider del Presidente del Consiglio.

Se però non ho proprio voglia di TV o di navigare in internet, leggo un libro, la cui casa editrice è di proprietà del Presidente del Consiglio.

Naturalmente, come in tutti i paesi democratici e liberali, anche in Italiastan è il Presidente del Consiglio che predispone le leggi che sono approvate da un Parlamento, dove molti dei deputati della maggioranza sono dipendenti ed avvocati del Presidente del Consiglio… che, detto da lui, governa nel mio esclusivo interesse.

Ma come sono fortunato!!!!!!!

Un cittadino comune"


Ed alcuni commenti aggiunti: http://www.circolovegetarianocalcata.it ... cie-umana/

Paolo D'Arpini

9 marzo 2010



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9 marzo 2010



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