Cerca nelle notizie storiche da "La Tua Voce"

in
Iscriviti alla newsletter







 

-145
GIORNI ALL'ALBA
DELL'
AEROPORTO


 
Mappe, Guide, Planisferi, Globi, Atlanti


Area riservata
Iscrizione

Cerca negli annunci

in

LATUAVOCE.IT
Fondato nel 2007

Direttore Responsabile:
Michele Bonatesta
Amministratore:
Bruno Moneta

emm&bi editrice s.r.l.
Sede Legale: Via Saragat, 8
01100 - Viterbo
Partita Iva: 01882840562
Tel./Fax: 0761/270163


Autorizzazione Tribunale di Viterbo
Reg. St. n. 4/07 del 10/04/2007


Capitale sociale 10.000,00 i.v.
Iscrizione al Registro delle Imprese
di Viterbo nr. 01882840562


Contatti:
Redazione:
redazione@latuavoce.it
Amministrazione:
amministrazione@latuavoce.it
Pubblicità:
Tel. 338-6272596


Il Copyleft è consentito solamente
con la citazione della fonte
e dell'eventuale autore dell'articolo

 

La tua voce - Il quotidiano on line di Viterbo

   ANNO  IV  n°1207    Martedì 7 Settembre 2010

ULTIME NOTIZIE:   -  VITERBO: METEO, UNA SETTIMANA DI PREVISIONI PER LA TUSCIA

LAZIO, IL TRIBUNALE RESPINGE LA LISTA PDL
BERLUSCONI: "SOPRUSO VIOLENTO, ORA IN PIAZZA"


ORE 21:30

da Repubblica.it

Anche l'ufficio circoscrizionale elettorale dopo il Tar del Lazio ha escluso la riammissione
L'ultima parola al Consiglio di Stato.
Il premier pensa a una grande manifestazione a Roma per il 20 marzo


Pannella lancia l'ipotesi rinvio.
No di Bersani: "Lasciamo stare i cavilli, andiamo a votare"
Rotondi: "Se verremo riammessi, è scontato che il voto nel Lazio sarà rinviato"


ROMA - Dopo il no del Tar del Lazio, anche l'ufficio circoscrizionale elettorale presso il tribunale di Roma ha respinto la lista provinciale del Pdl per le elezioni regionali riconsegnata soltanto ieri pomeriggio dai rappresentanti del partito di Roma. Una decisione che il premier Silvio Berlusconi definisce, in un video messaggio indirizzato ai Promotori della Libertà e che sarà on line questa sera sul sito della nuova organizzazione coordinata da Michela Vittoria Brambilla, "un sopruso violento e inaccettabile". Nello stesso messaggio, Berlusconi annuncia un "appuntamento per una grande manifestazione nazionale per difendere il nostro diritto al voto e quindi la nostra democrazia e le nostra libertà". A questo punto l'unica possibilità di riammissione rimane affidata al Consiglio di Stato, e infatti gli avvocati del Pdl annunciano: "Stiamo lavorando per predisporre l'appello".

La manifestazione per protestare contro l'esclusione della lista si terrà con ogni probabilità il 20 marzo. Il Popolo della Libertà ha già chiesto infatti la disponibilità di alcune piazze al Campidoglio. "Parlerò agli italiani e spiegherò come stanno le cose", ha detto Berlusconi al vertice tenutosi a palazzo Grazioli con i coordinatori di via dell'Umiltà e gli esponenti del Pdl Lazio. Il premier terrà domani una conferenza stampa.

I motivi del no. La lista del Pdl era stata presentata grazie alle nuove norme introdotte dal decreto cosiddetto 'salvaliste'. L'ufficio elettorale, per undici ore, ha esaminato la documentazione, dopodiché, intorno alle 20, (e dopo diversi "falsi allarmi") ha convocato i delegati del Pdl e ha loro notificato la non ammissione della lista. I delegati del Popolo delle Libertà sono usciti con facce da funerale ma non hanno voluto dir nulla ai giornalisti che li hanno immediatamente assediati. Così, la notizia della non ammissione è arrivata qualche minuti dopo dalla sede del Comitato per la Polverini. Le motivazioni sarebbero analoghe a quelle espresse dal Tar ieri: la non applicabilità del decreto interpretativo alla materia elettorale regionale e la mancanza di prove a sostegno del fatto che i delegati a presentare la lista Pdl fossero effettivamente presenti nella sede del tribunale entro le 12 del 27 febbraio. Non solo la documentazione era incompleta e nella famosa scatola che doveva contenere liste e firme "è stato rinvenuto esclusivamente l'elenco dei sottoscrittori e i relativi certificati elettorali".

Pannella propone il rinvio. Intanto i leader dei principali partiti respingono la proposta lanciata stamane all'Assemblea dei Radicali da Marco Pannella: "Per sanare una situazione pregressa proponiamo il rinvio del voto di un mese perchè altrimenti la campagna elettorale non è legale".

Il primo deciso no è stato quello del segretario del Pd Pierluigi Bersani che partecipava alla convention radicale: "Io non sottovaluto i problemi giuridici ma andiamo al sodo: lasciamo stare i cavilli, andiamo a votare e andiamo a vincere. - ha replicato - Sono convinto che abbiamo ottime ragioni. Non ci indeboliamo da soli. La palla della confusione e del pasticcio è tutta di là, lasciamogliela di là".

Altrettanto contrari si sono dichiarati gli esponenti del Pdl, a cominciare dallo stesso Berlusconi, che nel corso del vertice a Palazzo Grazioli avrebbe affermato che "l'ipotesi di rinviare le elezioni nelle 13 regioni chiamate al voto non c'è e non c'è mai stata".

Tuttavia il ministro per l'Attuazione del Programma di Governo, Gianfranco Rotondi, ha osservato che "Non esiste l'ipotesi di un rinvio del voto nelle tredici regioni, ma se il Consiglio di Stato riammette la lista del PdL nel Lazio è scontato che il voto nel Lazio sarà rinviato per dare alla lista riammessa i trenta giorni di campagna elettorale previsti della legge". Sarebbe dunque questa l'unica possibilità di un rinvio del voto.

09 marzo 2010





SE VUOI SEGUIRE LA DIRETTA DEL 9 MARZO
CLICCA QUI




ORE: 23,30

da Repubblica.it

I legali dell'opposizione: "Accolta la nostra tesi: il Dl non si applica alla luce della norme regionali in materia l'ufficio circoscrizionale elettorale potrà decidere comunque autonomamente se ammettere o meno il Pdl"

Dopo il Tar il Pdl prepara una nuova mossa Il Pd: "Questa sera nuovo decreto ad hoc?"

Il centrodestra: "Ricorreremo al Consiglio di Stato". Penati: "Faremo lo stesso in Lombardia"


ROMA - "Ora c'è da chiedersi se verrà convocato questa sera da Berlusconi un Consiglio dei ministri urgente per fare un decreto legge che abolisca il Tar del Lazio". Usa l'ironia il vicesegretario del Pd Enrico Letta per commentare la sentenza del Tar del Lazio di non ammettere alle regionali la lista provinciale di Roma del Pdl.

"Siamo soddisfatti - aggiunge l'avvocato Federico Vecchio, uno dei legali che hanno rappresentato il Pd davanti al Tar del Lazio - perché il Tar ha accolto integralmente la nostra tesi, secondo la quale il dl del governo non si applica alla luce della norme regionali in materia", afferma il legale, sottolinenando che "l'ufficio circoscrizionale elettorale potrà decidere comunque autonomamente se ammettere o meno il Pdl, ma se dovesse accettarla faremo ricorso al Tar, che ha già dichiarato il dl non applicabile nel caso specifico".

Sul piano politico è durissimo il giudizio di Anna Finocchiaro, presidente del gruppo Pd al Senato: "Siamo all'ennesimo passaggio di una vicenda che conferma il delirio di onnipotenza, l'arroganza e al tempo stesso l'incapacità di questo governo e di questa maggioranza che impongono al paese un decreto che si è dimostrato, la sentenza di stasera ce lo conferma, una forzatura superflua e inutile. Sarebbe stato più corretto e onesto aspettare i gradi di giudizio della magistratura".

Attacca il governo anche il leader dell'Idv Antonio Di Pietro: "Come al solito il diavolo fa le pentole ma non i coperchi. Ancora una volta, il governo Berlusconi ha fatto una legge raffazzonata, incostituzionale e inutile, giacchè non è servita a superare il primo esame di legittimità del primo giudice che se ne è dovuto occupare". E dal presidente nazionale dei Verdi Angelo Bonelli arriva un'esortazione al centrodestra: "Ora la maggioranza non s'inventi altri 'decreti truffa'. L'unica cosa che può fare il Pdl è prendersela con quegli esponenti di partito che hanno creato questo pasticcio che rappresenta una delle pagine più buie della storia repubblicana".

"Penso che intanto bisognerà vedere con molta attenzione le motivazioni, poi chi deve decidere decida. Io non ho cambiato opinione. Domani rifletteremo sull'impatto di questa decisione del Tar sulla campagna elettorale", dice cauta Emma Bonino alla vigilia dall'assemblea di domani, alle 10 al teatro di piazza S.Chiara a Roma, con Marco Pannella, la stessa candidata, i dirigenti dei soggetti politici dell'area radicale, i parlamentari radicali, i candidati e i militanti. L'assemblea potrebbe anche ratificare l'adesione alla manifestazione di sabato prossimo delle forze d'opposizione a piazza del Popolo. "Non sono una che getta la spugna - ha ribadito oggi la Bonino - e credo che l'intero Paese si debba interrogare su come battere meglio questa arroganza".

Ma anche Il Pdl non sembra intenzionato a mollare. Ignazio Abrignani, responsabile elettorale del partito, lasciando la sede del Tar annuncia il ricorso al Consiglio di Stato contro la decisione del Tribunale amministrativo regionale del Lazio. "C'è una legge dello Stato - dice Abrignani - che è in vigore e che il Tar non può dichiarare incostituzionale. Quindi l'iter della lista che abbiamo presentato oggi nell'ufficio circoscrizionale elettorale va avanti. Contro la decisione del Tar - conclude - ricorreremo al Consiglio di Stato".

"Se venisse confermata la volontà del Pdl di ricorrere al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar del Lazio, è evidente che tale circostanza farebbe venire meno le ultime perplessità che mi rimangono per fare lo stesso in Lombardia", ribatte a distanza Filippo Penati, candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione Lombardia. Intanto il sindaco di Roma Gianni Alemanno, esprime ancora una volta "una profonda preoccupazione di fronte al pericolo che queste confuse giornate possano lasciare un segno indelebile su tutti i prossimi cinque anni di legislatura regionale, con grave danno dei cittadini di Roma e del Lazio".

E la candidata del centrodestra Renata Polverini spera ancora: "Aspetto le motivazioni", si è limitata a dire dopo la decione del Tar. Il Pdl, infatti, oltre a percorrere la strada del ricorso al Consiglio di Stato oggi ha anche ripresentato in Tribunale la documentazione necessaria per presentare la lista del Pdl che il 27 febbraio non era stata consegnata. Secondo quanto prevede la legge, l'Ufficio elettorale ha 24 ore per ammettere la lista. Si tratterà di vedere se la decisione del Tar di oggi peserà sull'eventuale ammissione la lista.

Nessun commento ufficiale da parte del premier. Silvio Berlusconi chiuso ad Arcore aspetta, per intervenire, il pronunciamento - previsto per domani - della commissione elettorale del Tribunale di Roma, che oggi, in base al decreto varato dal governo venerdì scorso, ha accolto il plico contenente la lista del Pdl riservandosi la decisione se ammetterla o meno. Ma il Cavaliere, si dice in ambienti del Pdl, difende a spada tratta, con chi ha avuto modo di sentirlo, il dl 'salva-liste': secondo il premier il governo "è nel giusto", quindi qualsiasi giudizio sull'inapplicabilità del decreto è da respingere. E la sentenza di oggi può avere come epilogo solo un ricorso al Consiglio di Stato.

La decisione del Tar - è il ragionamento che fanno i fedelissimi del Cavaliere - mette però a tacere chi parlava di golpe da parte del governo. Il pallino, sottolineano, è in mano ai giudici. Nel frattempo, il ricorso al Consiglio di Stato è pronto visto che, a giudizio di molti nel partito, il Tar nelle motivazioni della sentenza sarebbe entrato nel merito della questione oltre le proprie competenze. Parallelamente, l'attesa del Pdl è per il pronunciamento di domani. La commissione elettorale ha accettato le liste, dicono nel partito, che non possono non essere ammesse. Ad occuparsi della questione sarà domani direttamente il premier che, in base alla scelta della tribunale della capitale, deciderà l'organizzazione della campagna elettorale.

08 marzo 2010



Ingrandisci foto

 

 
Piergentili srl
L'arte della legatoria
 Personal bus

P.I. 01882840562 - Privacy
Le foto presenti su "latuavoce.it" sono state in larga parte prese da Internet,e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione - indirizzo e-mail redazione@latuavoce.it che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate.