|
Nella nostra città si è del tutto persa la cultura della piazza, intesa non solo come spazio destinato all’incontro e alle chiacchiere, ma anche come il luogo dove sentirsi parte integrante di una comunità. Purtroppo lo spopolamento del centro storico e la volontà di non renderlo interamente pedonale, sull’esempio dei vicini comuni umbri e toscani, contribuiscono a non creare quella sensazione d’appartenenza che dovrebbe esserci tra persone che fanno parte della stessa collettività, quel clima che nel corso dei secoli è stato il fondamento dello sviluppo economico e culturale delle città italiane.
Purtroppo a Viterbo gli stessi abitanti del centro storico lamentano carenze nella vita pubblica di stampo quotidiano, adesso immaginatevi cosa deve essere per un viterbese vivere in periferia, abitare nel retro della propria città, non sentirsi minimamente parte di un insieme. Prendiamo il caso di Santa Barbara, moderno quartiere nato nel 1990, che grazie alla rapida crescita demografica e urbanistica, è diventato una roccaforte a ridosso della città madre. Quartiere dormitorio, lo definiscono giustamente i suoi abitanti. Quartiere cresciuto troppo in fretta, senza preoccuparsi delle conseguenze sul traffico. Quartiere dimenticato, solo da pochi mesi gli è stata concessa la grazia d’avere una scuola materna in loco.
Ben altre sono le lagnanze dei suoi abitanti, lagnanze che sono state oggetto, nel corso degli ultimi dieci anni, di petizioni e comunicati stampa quasi del tutto inascoltate da chi di competenza. Tralasciando le grandi opere che ci sarebbero da fare per rendere il quartiere più vivibile, il consigliere comunale Gianluca Salza vorrebbe richiamare l’attenzione su una questione più facilmente risolvibile e non certo meno importante: il problema degli anziani.
Santa Barbara è anche un quartiere dove vivono molte persone anziane, uomini e donne sradicati dal contesto sociale in cui sono nati e cresciuti, che si trovano oggi a sopravvivere in un quartiere di cui non si sentono parte integrante. Impossibilitati a raggiungere il fulcro della vita cittadina, vuoi per la scarsità di collegamenti urbani, un unico autobus ogni 40 minuti, vuoi per problemi fisici. Si ritrovano nello squallore di una periferia che percepiscono pericolosa, perché si sa che dove sussistono strade sporche, mancanza di forze dell’ordine, carenza di servizi sociali e commerciali, la percezione del disagio è maggiore.
Il consigliere Salza vuole farsi portavoce di quanti hanno chiesto in questi anni un centro per gli anziani, un luogo che possa sostituire la piazza, un luogo d’incontro sociale, ricreativo, culturale e del tempo libero. Un luogo in grado di promuovere momenti di aggregazione, solidarietà e svago. Locali a pianterreno privi di barriere architettoniche, con la possibilità di uno spazio verde da destinare a campo di bocce.
“ Al Comune spetta un ruolo chiave nell’attivare quei processi di sviluppo sul territorio di propria competenza, bisogna comprendere che col passare del tempo l’allungamento della vita media farà sì che sempre più persone avranno bisogno del sostegno dei servizi sociali, se non s’interviene subito creando strutture adeguate, le donne che lavorano saranno sempre più penalizzate da genitori
10 marzo 2010
|