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   ANNO  IV  n°1210    Venerdì 10 Settembre 2010

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I RAGLI DELL'ASINO NON ARRIVANO IN CIELO
AFFARONE: CIMITERO(S)VENDESI
di Stefano Bianchi

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ORE 11:20

Egregio sig. Bianchi,
Non so se li è un collaboratore della testata che ha ospitato il suo malumore , o è un cittadino come tanti. Magari di quelli che ancora hanno motivi per meravigliarsi di quello che succede ogni giorno e in ogni settore della pubblica Amministrazione. Non importa, comunque,essere cittadino, o collaboratore di testate. Meglio se collabora, si vede che ha fiuto, buon udito e tanto buon senso che manca a tanti di quei personaggi- si fa per dire- che intendiamo lei e io. Lei se non è del settore funebre, sicuramente, non sa che nella sola provincia di Viterbo ci sono non meno di cinque Cimiteri appaltati. Adesso sembra sia di moda appaltare i sevizi cimiteriali ad imprese funebri, benché la legge lo vieti.

Manca infatti che i Comuni affidassero a terzi, ( molto male) a persone o società del settore, i servizi del Cimitero. Fregandosene della incompatibilità del servizio, dei soldi che escono dal circuito locale, i prezzi che lievitano a danno dei cittadini ecc.ecc. Poi una riflessione. Che ci stanno a fare i Comuni, e la politica che dovrebbe governarli quando nella realtà il Comune non tutela i diritti della comunità. Non si sente la necessità di avere una istituzione che non istituisce un bel nulla.

I Comuni, forse al pari delle Province, mi sembra, se si comportano come si sono comportati, gentile Bianchi, ne possiamo fare a meno con serenità. Non dice?. A cosa servono se hanno appaltato il controllo e la riscossione dell’ I.C.I., la gestione dell’illuminazione pubblica, e la gestione dell’acqua potabile, l’acque meteoriche e nere (fogne), la pubblicità e le affissioni, raccolta delle immondizie e riscossione. Quando per le autorizzazioni basta una DIA ( dichiarazione di inizio attività) sia per le attività commerciali e artigianali e nell’edilizia per piccole cose. L’autocertificazione ha liberato metà dipendenti. Ora si appaltano i lavori cimiteriali e le luci votive, mi dire lei Bianchi a cosa servono i Comuni? Soltanto dico io, per scrivere chi nasce, a patto che lo voglia, e cancellare chi muore. Un servizio semplice la conta delle anime, la Chiesa lo faceva benissimo fino a qualche anno indietro, gratuitamente.

Teniamo in piedi, gentile Bianchi che ha messo il dito nella piaga, le strutture di cui sopra unicamente per elargire a politici e impiegati indennità di carica, gettoni di presenza, trasferte, consulenze e balzelli vari. Emorragie economiche che ci possiamo permettere? Il suo e il mio malessere di fronte a quanto detto potrà avere una qualche attenzione dall’alto? Da chi dovrebbe per istituzione vigilare, accertare indagare e se del caso sanzionare? Io sono scoraggiato perché mi ritorna sempre in mente quello che spesso- purtroppo- diceva mia madre “ i ragli dell’asino non arrivano in cielo”.

Con stima e ammirazione per la sua meraviglia. Io da tempo non mi meraviglio più di nulla.

Cordialmente,

Ernesto Malatesta


15 marzo 2010




AFFARONE: CIMITERO (S)VENDESI

Gentile Direttore,
le invio la presente per sottoporle i seguenti fatti: qualche giorno fa mi sono recato presso il cimitero di Viterbo per una breve visita ai miei defunti quando casualmente mi sono trovato ad intercettare un dialogo fra un custode e alcuni visitatori, dal quale ho potuto capire che il Comune avrebbe messo in una sorta di vendita i cimiteri di Viterbo e frazioni.

Incredulo, appena tornato a casa, ho voluto verificare la notizia andando a controllare sul sito internet del Comune e indovini un po'? trovo la seguente dicitura: Affidamento di concessione della gestione dei servizi cimiteriali e cessione di ramo d'azienda del Cev.

Sostanzialmente la notizia corrispondeva al vero, il Comune cede (ovvero vende per la bellezza di sei anni) l'appalto comprendente tumulazioni, cremazioni, illuminazione votiva e quant'altro con una specie di gara d'appalto con importo base a ribasso di 167.000 euro annuali e un prezzo di cessione del ramo d'azienda pari a 28.507 euro.

Ma cosa ci guadagna da questa operazione il Comune, considerando che, oltre a cedere tutti gli introiti derivati dalle operazioni, paga anche un canone alla ditta vincitrice?

Come si può cedere questo servizio ad esempio a una Agenzia funebre in palese concorrenza con i “colleghi” o nella migliore delle ipotesi ad aziende già note alla cronaca degli anni passati per vicende poco edificanti senza creare contrasti e problemi?

O peggio ancora ad imprese provenienti dal territorio nazionale che non farebbero altro che esportare i nostri soldi verso altre regioni? chiedo ai signori amministratori: ma non sarebbe stato più facile (ed economicamente conveniente) mantenere i servizi all'interno della struttura comunale?

Chi è delegato al controllo di tutto ciò?

Con quali criteri si è proceduto alla cessione di un servizio così delicato che riguarda direttamente la popolazione viterbese?

Non vorrei che Viterbo ricalcasse il triste esempio di altre città d'Italia dove i residenti si sono trovati a subire disservizi e tasse supplementari dovuti a un privato troppo occupato a farsi gli affari propri a discapito dei cittadini.

Cordialmente e con rinnovata stima

Stefano Bianchi


13 marzo 2010



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