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ANNO IV n°1210 Venerdì 10 Settembre 2010
CRISTO RISORTO, IL PICCIONE NO di Gianfranco Faperdue
VITERBO – “ Cristo risorto, rivolta degli sparatori”, è il titolo di un articolo apparso questa mattina sulla pagina de Il Messaggero di Viterbo, un titolo che ha attratto subito la nostra curiosità per un fatti assai singolare e forse unico nella storia più che decennale di questa manifestazione, del quale fummo testimoni tanti anni fa proprio assistendo alla Processione del “ Cristo Risorto”.
Invitati da alcuni amici tarquinesi ad assistere alla tradizionale ed emozionante manifestazione decidemmo insieme al mai tanto indimenticato collega Mario Pandolfo ( collaboravamo allora nella redazione viterbese de Il Messaggero), di accogliere l’invito.
Sapevamo tutto su quanto sarebbe avvenuto .
Praticamente, come avveniva da decenni e come avviene ancora oggi, la statua del Cristo Risorto , portata a spalla da una ventina di aderenti alla Associazione Fratelli del Cristo , esce dalla cattedrale attesa subito fuori da una quindicina di cacciatori che al suo apparire scaricano in aria le loro doppiette caricate a salve che spargono in aria nuvole di coriandoli multicolori tra il tripudio delle centinaia di persone assiepate lungo il percorso della processione.
Sparatoria che continua per tutto il tempo della processione.
Mario Pandolfo , si mostrò preoccupato del fatto e ci chiese se veramente quei fucili sparassero soltanto coriandoli.
La nostra risposta , naturalmente affermativa , fu però clamorosamente smentita di li a qualche attimo quando un piccione torreggiano cadde pesantemente a terra a poca distanza da noi, colpito, forse dai pallini di un fucile che poi tanto caricato a salve proprio non era.
“ E quello – mormorò a bassa voce Pandolfo - secondo te è morto d’infarto ?”
Non replicammo e continuammo a seguire la processione fino al termine di essa senza che null’altro accadesse.
Oggi leggere che l’autorità di pubblica sicurezza ha preteso la modifica della canne dei fucili che utilizzano i cacciatori per salutare il Cristo Risorto non può che farci piacere.
Per carità nulla è mai accaduto in questi tanti anni se non la…sfortuna del povero piccione di nostra memoria, ma si sa, la prudenza non è mai troppa e l’accordo raggiunto, sia pure con le dimissioni di Enrico Benedetti, portavoce del gruppo dei Fratelli del Cristo Risorto, ci sembra venga incontro alle esigenze cautelative che la legge impone ed al contempo permetta la continuazione di questa bella e singolare tradizione tanto cara al popolo tarquiniese.
In fin dei conti spendere poco più di 2000 euro per modificare le canne dei fucili non è proprio la …fine del mondo.
Così come, tanto per passare ad un altro centro della provincia ed ad un’altra manifestazione anch’essa ricca di storia, la corsa dei cavalli berberi, per il carnevale di Ronciglione.
Anche in quel caso gli organizzatori hanno giustamente dovuto sottostare a precise regolare imposte loro dall’UNIRE e dalle locali autorità di pubblica sicurezza .
Anche li , per evitare la fine di una secolare tradizione gli organizzatori ( leggi Comune) hanno dovuto affrontare una spesa non indifferente specialmente in tempi di ‘vacche magre’ per quasi tutte le casse comunali.
Ma prima di tutti viene la sicurezza e nel caso di Ronciglione soprattutto quella dei cavalli che con gli accorgimenti messi in atto hanno corso molto meno rischi.
Come dire che…..la prudenza non è mai troppa !
14 marzo 2010
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