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“Com’ è stato il mio approccio con la politica? Da persona libera, che
non ha mai avuto una tessera di partito. Per questo non sento
condizionamenti dall’alto, la mia candidatura è mossa da una sincera
voglia di cambiare le cose, di restituire ai cittadini il bisogno di
credere nella politica”. Così Simonetta Badini, candidata nel
consiglio regionale per il Pdl nelle prossime elezioni di marzo, nella
conferenza stampa di stamattina, durante la quale ha illustrato il suo
programma e risposto alle domande dei cronisti sulle questioni che in
questi giorni monopolizzano l’informazione locale: nucleare e
aeroporto.
“Sulla centrale nucleare a Montalto di Castro sono sulla
stessa lunghezza d’onda di Renata Polverini” ha detto “la quale pensa
che il Lazio sia già autonomo per quanto concerne le risorse
energetiche e non ci sia bisogno di altri impianti. Semmai sarebbe
utile favorire il potenziamento delle energie rinnovabili, come già
fanno molte regioni europee.
Penso che comunque decisioni importanti
come il nucleare debbano essere prese in concerto con la popolazione.
L’aeroporto a Viterbo può essere un’opportunità di sviluppo, ma in un
contesto organico” ha aggiunto “perché senza collegamenti e
infrastrutture moderne rischia di essere un argomento usato unicamente
come slogan elettorale.
Prima potenziamo le ferrovie e le strade, poi
parliamo seriamente di scalo civile”. Nel suo programma Simonetta
Badini affronta punto per punto i temi più problematici della Tuscia:
“L’agricoltura rappresenta uno dei settori predominanti dell’economia
della provincia: su un totale di n. 35.400 imprese, 14.000 sono
rappresentate dall’agricoltura, occupando il 16% della forza
lavorativa. In una concezione evoluta del settore, l'attività
multifunzionale dell'azienda deve essere incoraggiata e sostenuta
poiché rappresenta oramai un’opportunità rilevante di integrazione del
reddito agricolo: agriturismo (ristorazione e ospitalità), cultura
(attraverso la realizzazione di fattorie didattiche per far conoscere
alle scuole il mondo agricolo, estraneo alla realtà urbana) e centri
per il recupero di particolari situazioni sociali (ippoterapia, centro
per recupero per portatori di handicap)”. Sul polo industriale di
Civita Castellana la Badini propone: “Nella Provincia disponiamo di un
distretto industriale di grande rilevanza, usato spesso dalla politica
solo a scopo propagandistico.
Il polo ceramico rappresenta il 50% del
Pil provinciale. In seguito alla crisi iniziata nel 2008, sta vivendo
un momento di grande sofferenza e disagio. Nonostante i fondi messi a
disposizione dal Piano Operativo della Regione Lazio e l’ammissione di
26 progetti ai bandi di riferimento, servono politiche di sussidio
immediato che prevedano la sospensione del pagamento dei tributi per
le aziende che abbiano chiuso i loro bilanci in perdita, negli ultimi
due esercizi, con la possibilità di differimento temporale degli
stessi. Occorre articolare politiche di abbattimento dei costi
dell’energia elettrica che per l’area rappresentano un costo
insostenibile e che gravano sulla competitività delle produzioni,
puntando sugli incentivi alle energie rinnovabili, quali il
fotovoltaico, che potrebbero significativamente apportare benefici
alle economie aziendali e nel contempo all’ambiente”.
Sanità: “Servono
strutture più qualificate, occorre potenziare quelle già esistenti e
crearne delle nuove e alternative, sussidiarie, per l’assistenza
domiciliare di malattie croniche e per l’assistenza alla terza età. Il
Ticket sanitario per il pronto soccorso non è ammissibile: un servizio
primario non può essere a pagamento. La spesa sanitaria della Regione
Lazio è tra le più alte del nostro Paese.
Deve, allora, essere rivista
in termini di razionalizzazione, controllando e riducendo gli sprechi
e le inefficienze, attingendo anche da altri capitoli di spesa come i
costi della politica e quelli della burocrazia, recuperando risorse da
destinare alla salute dei cittadini”. Emergenza case: “E’
inaccettabile che in un paese che si definisce civile e moderno ci sia
un mercato della casa che taglia fuori quote crescenti di cittadini e
di famiglie. E’ necessario dare nuovo impulso all’edilizia sociale,
costruendo nuovi alloggi ed in tempi brevi oppure recuperare vecchi
palazzi abbandonati ed aree dimesse.
Si deve attuare una concreta politica di recupero e salvaguardia dei
nostri centri storici, sia dal punto di vista abitativo, sia
commerciale, concedendo incentivi per l’acquisto e la ristrutturazione
di abitazioni e di locali commerciali, al fine di rivitalizzare i
preziosi centri presenti nella nostra provincia, risorse inesauribili
storico-culturali”.
14 marzo 2010
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