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   ANNO  V  n°2628    Martedì 29 Luglio 2014

ULTIME NOTIZIE:   -  VITERBO. CASTING PER NUOVO FILM…   -  CAPALBIO (GR). MOSTRA COLLETTIVA   -  FORMELLO (RM). “ ANDIAMO CHINAGLIA ANDIAMO “   -   MONTALTO DI CASTRO (VT). VULCI FESTIVAL   -  VITERBO. RINVIATO CONCERTO PINO DANIELE   -   IL METEO DI VITERBO

IN QUESTO MONDO DI LADRI
di Michele Bonatesta

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VITERBO. Eravamo in macchina, sabato mattina, con la radio accesa quando - nel corso di uno delle tante trasmissioni di cazzeggio quotidiano – abbiamo potuto ascoltare una delle più belle ( a nostro giudizio ) canzoni di Antonello Venditti: “ In questo mondo di ladri “.

Bella e attuale – oseremmo dire – soprattutto guardando a quello che ci viene raccontato tutti i giorni dalla stampa nazionale e dalle televisioni nazionali, sia da quelle commerciali sia da quella considerata ‘ servizio pubblico ‘, la Rai.

Ogni servizio ed ogni cronaca – ovviamente – ‘ raccontati ‘ secondo il punto di vista dell’articolista, del giornale, dell’editorialista, del canale televisivo, di questa e di quella televisione commerciale.

Tutti con le stesse notizie, ma tutte lette e commentate in modo diverso, ognuna con il linguaggio dell’editore di turno, con la logica del padrino di turno, con l’interpretazione dello sponsor politico di turno.

Tutte lette e commentate in modo diverso – dicevamo -, ma mai nessuna con le parole, il linguaggio che Antonello Venditti – evidentemente precursore di questi tempi – aveva voluto utilizzare per la sua canzone: “ In questo mondo di ladri “.



I ladri, infatti, non si chiamano più ladri ma – al massimo – ‘ cricche ‘.

I Comitati di affari non si chiamano più Comitati di affari ma – al massimo – ‘ un gruppo di pensionati ‘.

La P2 non si chiama più P2 ma, al massimo, sic et simpliciter,… P3.

E via discorrendo.

Si: ‘ il mondo di ladri ‘ ipoteticamente denunciato in musica da Antonello Venditti pare non esista più – ammesso che sia mai esistito – ma in ogni caso non esisterebbe più applicato alla politica stando a come le notizie di cronaca ( giudiziaria ) ci vengono riferite dai media, con o senza bavaglio.

E – se vogliamo – può essere anche giusto.

Se vogliamo possiamo anche dire che è giusto avere cambiato il linguaggio se è vero che – prima di essere classificati a tutti gli effetti come dei ladri – occorre passare attraverso tre gradi di giudizio arrivando – quindi – ad una condanna definitiva.



Sempre che – ovviamente – ora si faccia in tempo a percorrere il cammino previsto dal nostro ordinamento giudiziario nel tempo massimo di due anni e sempre che si possa arrivare ad una presunzione di colpevolezza suffragate da prove che non siano certificate da intercettazioni di qualsivoglia genere, sempre che ( facendo ricorso alle innumerevoli possibilità di cavilli giuridici con i quali è possibile rinviare le udienze) non si vada a finire nella prescrizione, ipotesi – a nostro avviso – sempre più probabile specie quando gli imputati appartengano alla ‘ Casta ‘ ma – intendiamoci – alla ‘ Casta ‘ ‘ processabile dato che ora esiste anche una ‘ Casta ‘ di intoccabili, una ‘ Casta ‘ che non può essere sottoposta ad alcun giudizio degli uomini ( nel senso di magistrati ) ma solo… a quello Divino.

La ‘ Casta ‘ degli uomini di governo.

Ecco – dicevamo – perché oggi la bellissima canzone di Antonello Venditti non avrebbe più motivo di esistere: perché ‘ quel ‘ mondo di ladri non esiste più.

Perché oggi esiste solo il mondo dei processi mediatici e delle assoluzioni o delle condanne mediatiche che difficilmente riescono a tradursi in sentenze di aule di tribunali.



E se anche qualcuno ruba, senza la sentenza di condanna definitiva di un tribunale ‘ in nome del popolo sovrano ‘, quel ‘ qualcuno ‘ non potrà più essere definito ‘ ladro ‘ .

Per cui…

… per cui – in effetti – ‘ il mondo di ladri ‘ non esiste più.

E tutto questo ragionamento, tutti questi nostri pensieri più o meno contorti ma tutti con una loro presunta logicità, tutti questi pensieri – sabato scorso – andavano inspiegabilmente e inevitabilmente a fare il paio con i titoli dei giornali nelle edicole, quelli con i quali si annunciava l’intenzione della commissione consiliare competente di assegnare ai consiglieri comunali di Viterbo uno ‘ stipendio fisso ‘ ( o indennità che dir si voglia) di 850 euro mensili in sostituzione del gettone di presenza.

Un accostamento ( tra la canzone di Venditti e la proposta di ‘ stipendio ‘per i consiglieri del Comune di Viterbo ) che ovviamente non aveva alcun senso né tantomeno alcuna giustificazione.

E già: cosa potevano azzeccarci - ci siamo chiesti - ‘ i ladri ‘ con i consiglieri comunali di Viterbo?

Niente, assolutamente niente.

Ma a furia di pensarci e di ragionarci abbiamo capito quale poteva essere stato il meccanismo scattato nel nostro cervello tra gli episodi senza alcun collegamento tra di loro che ci frullavano nella testa: la canzone di Venditti, i titoli dei giornali, i consiglieri comunali di Viterbo.

Eravamo rimasti vittime di un processo di… osmosi tra argomenti separati ma con un unico comune denominatore, la politica.

“ Questo mondo di ladri “ di Antonello Venditti = la politica.

I titoli dei giornali = la politica.

Il consiglio comunale di Viterbo = la politica.



La politica = la Casta ( in senso lato)

La Casta ( in senso lato ) = i ladri.

I ladri ( in senso lato ) = la canzone di Antonello Venditti.

Elementare Watson, potremmo dire a questo punto.

Tutto chiaro, potremmo dire.

La nostra ‘ confusione mentale ‘ era stata evidentemente causata dalla inopportunità politica di quella proposta maturata all’unanimità ( pare ) all’interno della competente commissione consiliare del Comune di Viterbo in un momento di crisi per tutti ( meno che per i ricchi ) , in un momento di sacrifici per tutti ( meno che per gli appartenenti alla ‘ Casta ‘), in un momento in cui si può andare in galera per avere rubato ( per fame) un pacchetto di biscotti dallo scaffale del supermercato ma non si va in galera per essersi appropriati di milioni appartenenti alla collettività o per avere evaso milioni e milioni di tasse.

Una inopportunità rilevata dallo stesso sindaco Giulio Marini ( che appartiene alla schiera di quelli che non sono chiamati a… stringere la cinghia in maniera dolorosa) che ha subito minacciato di dimettersi se i consiglieri comunali di Viterbo si fossero ‘ auto stipendiati ‘ , una inopportunità che ha fatto rabbrividire l’ex sindaco Giancarlo Gabbianelli che ha immediatamente preso le distanze da quella decisione ricordando le delibere adottate nel 2006 dalla sua amministrazione in senso contrario, vale a dire nel senso della riduzione degli emolumenti per tutti gli amministratori.

Resta il fatto che – alla fine – pare che tutto si sia risolto in un inutile allarmismo.

Non perché i consiglieri comunali ci abbiano ripensato ma solo perché non ci sarebbe più il pericolo che vengano aboliti i gettoni di presenza per cui… il portafoglio ( dei consiglieri comunali) è comunque salvaguardato.

Ma la ‘ condanna morale ‘resta.

L’inopportunità del gesto resta.

Il disinteresse per i sacrifici di chi non ha sacche compensative resta.

E dovrebbero ‘ restare ‘ anche le dimissioni del sindaco Marini.

Che senso ha – allora - guidare una amministrazione dove gli amministratori antepongono la cura dei loro interessi ad una crisi che non dovrebbe risparmiare nessuno e che invece si carica essenzialmente sulle spalle di chi è già più debole ?



Le ‘ dimissioni ‘ ( lo abbiamo detto più volte ) non si minacciano né si preannunciano: si danno !

Ma ci rendiamo conto che non è facile per chi nella ‘ Casta ‘ha trovato ( o pensa di trovare ) il suo ‘ Elldorado ‘ , non è facile – dicevamo - dare le dimissioni pur di non restare invischiato ingiustamente in un giudizio morale che riguarda altri ma che a volte può essere più importante di altri tipi di giudizio.

Non tutti se la sentono.

Quasi tutti, infatti,… tengono famiglia.

Anche i consiglieri comunali di Viterbo.

O no ?

19 luglio 2010



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