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Teoria della Pansessualità e memoria su Peter Boom
Ricordo la raccomandazione costante con la quale Peter Boom mi salutava ogni volta che stavamo per lasciarci: “Mi raccomando, comportati male..”.
Beh, debbo dire che ho sempre seguito il suo consiglio e soprattutto adesso che lui è salito oltre il “Cielo dei Giusti” mi impegno moltissimo a rompere i coglioni a tutti ed manifestare quel che sono senza remore, malgrado gli acciacchi dell’incipiente vecchiaia….
Ma, visto che siamo in tema di memoria, vorrei fare una breve cronistoria del mio rapporto amicale con Peter Boom.
Tutto cominciò quando lui ancora abitava a Nepi, durante una mostra d’arte su Dioniso e sull’edera del comune amico Gigetto.
Diciamo che forse sarà stato nel 1991 o nel 1992, anno della Scimmia di Acqua molto adatta alla trasmissione culturale trasgressiva.
Di lì a poco girammo assieme, sotto la macchina da presa di Felici, il documentario “Un barbaro a Nepi” in cui tra l’altro si chiedeva l’istituzione del matrimonio fra “innamorati dello stesso sesso” (il termine l’ha usato Obama in un suo recente discorso elettorale).
Nel 1993 abbiamo corretto assieme le bozze del suo ultimo libro “Duemila e venti, il Nuovo Messia”.
Per una decina di giorni dalla mattina alla sera, nel salone luminoso e comodo del piano nobile del Circolo vegetariano VV.TT., seduti al tavolone appositamente creato dalla Ciarla di Calcata, abbiamo trascorso il tempo a parlare di ecologia, di arte, di società in decadenza, della fine del mondo e del Nuovo Messia (che verrà..?).
Poi nel gennaio del 1994 il libro usci per i piombi della Big di Gianfranco Paris, la stessa casa editrice che editava il nostro mensile Etruria.
Ovvio che subito dopo il libro, in cui si parlava di rapporti pansessuali, sorgesse lo stimolo di fondare un Comitato per la Pansessualità, che fu registrato al comune di Viterbo (all’allora sindaco Gabbianelli) dallo stesso Peter Boom, che ne era il coordinatore.
Sul tema della Pansessualità Peter produsse una serie impressionante di documenti e ricerche, tant’è che negli anni realizzammo diverse manifestazioni sul tema, sia a Calcata che a Viterbo ed a Roma.
Altro passo importante compiuto assieme fu quello della fondazione del comitato per la Spiritualità Laica, avvenuto a Calcata e successivamente esportato a Roma. Sulla spiritualità laica organizzammo vari convegni anche a Viterbo, di uno rammento un bellissimo manifesto realizzato dal suo ex compagno.
Ma non voglio fare qui una cronistoria di tutti gli atti compiuti assieme al “fratello” Peter.
Però debbo menzionare l’incoraggiamento che lui mi diede, in un particolare momento di difficoltà nella mia vita (dal 2004 al 2006) in cui stavo abbandonando ogni attività sociale ed informativa (vivevo senza luce elettrica in una specie di stamberga), a quel punto mi obbligò a ricevere l’aiuto tecnico di Francesco Uda, il quale mi rifornì di un computer da lui accroccato, e ripresi così a scrivere ed a organizzare eventi e incontri culturali.
Proprio su questa scia organizzammo a Bagnaia un meeting anti-papale, in previsione della visita di Ratzinger nel 2009 (ricordo che all’incontro in piazza noi eravamo tre o quattro, mentre Peter mi disse che lì ad osservarci c’erano almeno altrettanti agenti della Digos, che lui conosceva bene), in quella occasione Peter voleva che io andassi ad abitare nel suo orto di Bagnaia, ove c’era una piccola costruzione, ma io -pur ringraziandolo della sua offerta- declinai l’invito, non mi sentivo ancora pronto di abbandona Calcata.
Ma quella mossa a Viterbo, in cui mi presentati come l'antipapa della Spiritualità Laica, fece sì che conoscessi attraverso uno scambio di email la mia futura compagna Caterina Regazzi, attraverso la quale potei compiere alfine la mia dipartita da Calcata.
L’ultimo incontro con Peter fu anche un clou artistico finale, avvenne durante la prima biennale d’arte creativa di Viterbo, da me organizzata in collaborazione con l’APAI nel 2010, in cui Peter tenne una importante conferenza sul messaggio degli alberi alla ex chiesa di San Salvatore a San Carluccio.
Quello fu l'ultimo atto dopodiché abbandonai Calcata e la Tuscia al loro destino e mi ritirai nel “buen retiro” di Treia, nella casa avita di Caterina.
Ed è proprio a Treia, il 27 maggio 2011, che mi giunse la lettera di Giovanni: “Ciao Paolo, devo purtroppo comunicarti che ieri sera Peter è morto a casa sua a seguito di un arresto cardiaco.
Tra oggi e domani eseguiranno un autopsia per accertarsi della causa del decesso.
Ti chiedo cortesemente di diffondere a conoscenti e amici. Ti terrò aggiornato per i funerali civili…”
Al che gli risposi: “Grazie per avermi informato… speriamo che la Sua Anima riposi in pace… Provvederò ad informare gli amici e conoscenti”
Ecco, con queste poche parole ho voluto ricordare vari momenti dell’amicizia profonda e della collaborazione culturale tra me e Peter Boom.
Paolo D’Arpini - Cercatore Spirituale Laico
Alcune frasi (prese a caso dal mio archivio) di Peter Boom..
Continua: http://riciclaggiodellamemoria.blogspot.it/2013/02/teoria-della-pansessualita-e-memoria-su.html
23 febbraio 2013
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