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ANNO V n°2192 Domenica 19 Maggio 2013
SIAMO STATI (sin) TROPPO MODERATI 'Il punto di vista-17' del senatore Michele Bonatesta
VITERBO. Essì, dobbiamo proprio ammetterlo: sino ad oggi siamo stati troppo moderati.
Evvero: in fatto di scelte politiche e di scelte riguardanti i nostri uomini politici ( e le nostre donne), i nostri amministratori ( e le nostre amministratici), siamo stati sin toppo moderati.
Ma ora… ora si rivota.
Domenica e lunedì prossimo si torna alle urne.
Il 24 ed il 25 febbraio prossimi si torna a votare per il rinnovo del Parlamento ( Camera dei Deputati e Senato)) e per i consigli regionali ( del Lazio e del resto d’Italia).
Due ‘ votazioni ‘che si apriranno e si concluderanno sotto l’incubo (per partiti e candidati ) di ciò che faranno gli indecisi dell’ultimo momento, di quanti saranno gli astensionisti, coloro cioè che ancora oggi non sanno se andranno a votare o se rimarranno a casa, indipendentemente dalle condizioni atmosferiche.
Epproprio: votare o non votare, direbbe Shakespeare.
Votare avendo operato una scelta o… votare per protesta, si chiedono oggi in tanti.
O… non votare, per l’appunto.
Nossignori: per quanto ci riguarda noi abbiamo detto che non andremo a votare ma se proprio – all’ultimo istante – dovessimo decidere di andare al seggio elettorale non ci andremmo per esprimere una protesta.
Nossignori: noi non ci andremmo per scrivere una sequela di insulti sulla scheda nei confronti di politici ed amministratori.
Loro, i legittimi destinatari di quegli insulti, purtroppo non li leggeranno mai !
Noi non andremmo al seggio per depositare nel segreto dell’urna una scheda ricca di disegni osceni ma ben rappresentativi dello stato d’animo della gente qualunque nei confronti della Kasta dei politici.
Loro infatti, i legittimi destinatari di quei fallici messaggi, purtroppo non avranno mai la possibilità di ‘ toccarli con mano ‘, di vederli, di contarli.
Nossignori: noi non andremmo al seggio per mettere nell’urna una scheda bianca.
Sissignori: se dovessimo andare al seggio, noi ci andremmo per esprimere un voto in ogni caso ragionato, utile, e che comunque sia testimone della nostra distanza dai partiti tradizionali ( di destra di centro e di sinistra) e dai nuovi partitini dove i pavidi dei vecchi partiti o quelli ‘ senza poltrone di lusso ‘hanno provato a nascondersi per riciclarsi.
Nossignori, noi non sprecheremmo il nostro voto semplicemente per esprimere una protesta senza alcun risultato concreto.
Una protesta che – magari – finirebbe addirittura per favorire coloro che invece vorremmo fare sparire dalla scena elettorale e quindi da quella politica.
Nossignori: nessun voto di protesta anche perché – di fatto – nonostante la miriade di partiti e partitini presenti sulla scheda elettorale, non esiste la possibilità di esprimere un voto di protesta.
Nemmeno chi dice che “ voterà per Grillo “,infatti, – tanto per intenderci – alla fine avrà esercitato il suo diritto al… voto di protesta.
Nossignori: votare per Grillo non è materialmente possibile.
Fateci caso: il nome di Beppe Grillo sulla scheda elettorale non esiste proprio per cui…, per cui è materialmente impossibile votare Beppe Grillo.
Nossignori: Beppe Grillo non si può votare.
Eccerto: si può votare il Movimento 5 Stelle ma votare il Movimento 5 Stellesignifica votare i candidati del Movimento 5 Stelle ( ammesso che la massa degli elettori sappia chi siano).
Eggià, votare i candidati del Movimento 5 Stelle non significa votare Beppe Grillo, se questa era – in realtà – l’intenzione dell’ingenuo elettore.
Ergo… ergo il voto al Movimento 5 Stelle non può essere contrabbandato da nessuno per un voto di protesta a Beppe Grillo ma è ( e deve essere) un voto ragionato: un voto dato al programma del Movimento, un voto dato a ai candidati del Movimento 5 Stelle.
Essì: vogliamo scommettere che in molti adesso scopriranno che Beppe Grillo, quello che strilla e strepita nelle piazze ma che rifiuta i confronti in Tv , in realtà non si potrà votare perché sulla scheda elettorale non esiste e quindi non potrà essere eletto in una qualsiasi delle due Camere del Parlamento ?
Essi: sicuramente in molti oggi rimarranno male scoprendo che sino a ieri avevano deciso di votare per un programma che non conoscono e per dei candidati che non conoscono anziché per quell’istrione politico che ben conoscono, capace di riempire le piazze d’Italia ( Viterbo compresa).
Eggià: quel Beppe Grillo che preferisce le piazze ai salotti ed alle telecamere per il semplice motivo che le piazze o fischiano o applaudono ma… non fanno domande e – non facendo domande – non è necessario dare risposte.
Nei salotti e nelle Tv o alle radio – al contrario – le domande vengono fatte e occorre dare risposte.
Non strilli, non anatemi ma… risposte.
Ecco perché – forse – anche ai candidati del Movimento 5 Stelle sono preclusi salotti, TV e radio.
Ecco perché – forse – Beppe Grillo preferisce che i suoi candidati rimangano nascosti e sconosciuti e che gli elettori del Movimento 5 Stelle restino – di fatto – ingannati pensando di votare per Beppe Grillo, pensando di avere ( con il loro voto) Beppe Grillo in Parlamento occupato a strillare ed inveire come nelle piazze.
Eggià: il voto a Beppe Grillo di fatto non esiste ed il voto eventuale al Movimento 5 Stelle ( come a chiunque altro) dovrà essere un voto ragionato, una scelta fatta in piena libertà di coscienza, una scelta lecita e legittima come qualsiasi altra.
Epproprio.
Come qualsiasi altra.
Un voto, dunque, tenendo ben presente – magari – che sino ad oggi… SIAMO STATI TROPPO MODERATI.
Epproprio: alla fine, chiunque deciderà di entrare nella cabina elettorale per esprimere un voto che non sia di protesta ma che sia un ‘ voto ragionato e utile ‘, prima di apporre la tradizionale croce sul simbolo da scegliere si ricordi che… SINO AD OGGI SIAMO STATI SIN TROPPO MODERATI !
E… chi vuole capire, capisca.
O no ?
Michele Bonatesta
Presidente del Movimento di Opinione “Insieme per il territorio”
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