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Errori da manuale di politici bizzosi*
Un investimento nella “miseria”
La moneta la corda delle banche
“Non sono d’avviso che il nostro paese sia sull’orlo dell’abisso, come con preoccupazione disinteressata degli effetti, alcuni politici amano ripetere.
D’altronde, è stata evocata tante volte questa cupa immagine, che l’abisso dovrebbe ormai essersi "richiuso sopra di noi”. Così si esprimeva l’economista F. Caffè, della “Sapienza”, in uno scritto pubblicato da Il Manifesto, 12 gennaio 1984, e riportato nel libro “La solitudine del riformista”. In altro scorcio chiarisce ancora: “ Liberarsi dalla suggestione delle affermazioni che finiscono per essere accettate per il solo fatto di essere ripetute non è una cosa agevole.
Tuttavia, occorre far appello a un vigile senso critico e a una lunga memoria che, nell’efficace collegamento tra il presente e il passato, trovi il miglior antidoto al sottile veleno delle presunte certezze”.
La solfa stucchevole di questo frasario che “l’economia italiana è sull’orlo del baratro”, coniato da ultimo con la parola “Default” è stata ripresa, a distanza di alcuni lustri, da tutti i mezzi d’informazione di regime, proprio per spianare artificiosamente l’ascesa al governo di “emergenza”.
L’eco è nelle nostre orecchie e ossessivamente nella campagna elettorale si fa più martellante per giustificare una serie di pesanti tassazioni imposte dal tecnico Monti, col supporto delle forze sia di destra che di sinistra. …E milioni di cittadini oggi si trovano davvero in ginocchio.
E così, la potente finanza internazionale, con l’ausilio “ornamentale” dei governanti di turno, hanno drenato e sottratto miliardi al popolo italiano; hanno compiuto “uno straordinario investimento nella miseria” per milioni di persone.
Ma già il nostro Caffè preconizzava lo scenario attuale, che è quello sortito da una spregiudicata scelta ad opera dell’organo “Tecnico” competente, apostrofandolo in suo commento: “Errori da manuale”. Vi si dice: “Le misure di politica economica approntate…si caratterizzano per errori tecnici che verranno ricordati nei futuri manuali come esempi vistosi di malgoverno dell’economia per una totale incomprensione nei confronti della laboriosa operosità del popolo italiano, alla quale soltanto resta affidato il futuro del paese”.
Poi nel prosieguo della sua critica, Caffè tuona con più veemenza specie nel pensiero finale: “
Quante case si sarebbero potute costruire con le riserve valutarie sperperate?... per via di una decisione discrezionale non più in linea con l’entità dei mezzi coinvolti e con il fatto che il parlamento (nella sua intera composizione) rimanga completamente estraniato da un impiego tanto distorto di una ricchezza che è frutto del lavoro del paese.
Di certo, l’intelligenza operosa del popolo italiano meriterebbe miglior destino.
Quale sensibilità politica possono avere personaggi che sembrano non rendersi conto che ormai la famiglia, o comunque l’aggregazione in nuclei associati, è il mezzo per sopravvivere alla inflazione che viene imposta al pubblico con uno stillicidio di aumento dei prezzi e tariffe, al tempo stesso che si auspica l’attenuarsi del processo di inflazione?
Se il rientro dell’inflazione appartiene alle illusioni, la valorizzazione della tenacia e delle potenzialità dipende dalla realizzazione di una fiducia che chi governa sappia infondere, anche quando richieda sudore e privazioni.
Purtroppo a noi non tocca che un allungamento della corda del Sistema Monetario Europeo, per perseverare in quella forma di morte per strangolamento cui la nostra economia è avventatamente esposta”.
Ieri avveniva con la lira,… oggi è successo con l’euro; la BCE ha materializzato con un suo curatore- fiduciario alla guida dell’ultimo governo, l’uso di quella “corda” “per mettere ordine (contabile) nella nostra casa”!..
Intanto un immane numero di lavoratori ed imprenditori ha pagato con la vita l’uso impietoso della mannaia fiscale.
E’ cupo vedere come la vita delle persone non abbia valore alcuno di fronte ad una “politica di tagliagole” che ci saccheggia le “case” con i “condizionamenti” del pareggio dei bilanci!
Siamo di fronte a “comportamenti che attestano con chiarezza come la politica comunitaria si sia trasformato in esplicito rapporto di " vassallaggio”.
E per dirla ancora con le parole di Caffè: “Condizionamenti del genere venivano, in un passato alquanto remoto, imposti ad alcuni paesi in momenti in cui non erano in grado di far fronte agli impegni del loro indebitamento verso l’estero.
Questi condizionamenti venivano designati come regime di “Capitolazione” e la parola rende abbastanza bene l’idea”.
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Luigi Fiorentini
Ex allievo del prof. F. Caffè
24 febbraio 2013
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