|
ORE 13:00
Da famigliacristiana.it
Elezioni, ritorno alla realtà
Dopo una campagna elettorale basata su troppe promesse, tra poche ore la classe politica sarà chiamata a confrontarsi con i veri problemi del Paese.
Cari elettori resistete, tra poche ore, quando i sondaggi cominceranno a diffondere il responso delle urne, si tornerà coi piedi per terra.
Dopo una campagna elettorale urlata, fatta più di promesse e chimere che di proposte, compariranno nuovamente i problemi in cui il Paese si dibatte: una disoccupazione crescente, con quella giovanile che si avvia al 40 per cento, la crisi che si annuncia incessante almeno fino alla fine dell'anno, una pressione fiscale quasi insopportabile, i mercati con il fucile puntato col rischio di far aumentare nuovamente lo spread e rendere inutili tutti i sacrifici del 2012.
Inutile aggiungere che si tratta di una delle consultazioni elettorali più importanti della storia repubblicana: perché in ballo non c'è solo il futuro dell'Italia, ma anche quello dell'Unione europea, di cui il nostro Paese è parte importantissima per i delicati equilibri politici e finanziari.
Imu, Irap, Irpef, Iva, Tares, recupero del fiscal drag, patrimoniale. I partiti hanno fatto a gara nel promettere sgravi fiscali di ogni tipo, nel disorientamento crescente degli elettori.
Il “Sole 24 Ore”, la scorsa settimana, ha voluto mettere a confronto le ricette fiscali di tutti i partiti, calcolando che se si sommano le proposte complessive, si arriva alla cifra di 180 miliardi di euro in 5 anni.
Cifre assolutamente incompatibili con lo stato attuale dei nostri conti pubblici. Per sostenere il nostro bilancio statale in Italia il prelievo sulle buste paga è del 53,5 per cento, contro la media Ocse del 35,3, mentre la pressione totale sulle imprese è del 68 per cento, contro il 43 per cento medio dei Paesi dell’Ocse.
Promettere di abbassare le tasse a pioggia senza indicare da dove si reperiranno le risorse, dato che il nostro Prodotto interno lordo ha percentuali da prefisso telefonico e il gettito è destinato, se non a diminuire, a rimanere stabile, è solo una chimera. Da lunedì la maggioranza che andrà al governo (sempre che si trovi una condizione di stabilità) sarà chiamata a una sana concretezza, dovrà cominciare a lavorare a una serie di riforme possibili ma sensate che prevedono, tra l'altro, incentivi per il lavoro, il taglio di alcuni settori di spesa e un freno alla spesa pubblica. Sarebbe già un risultato eroico e ragguardevole evitare il ventilato aumento dell’Iva di un punto dal prossimo luglio.
Francesco Anfossi
25 febbraio 2013
|