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Affitti comunali, un'annosa e complessa questione quella segnalata dal consigliere comunale Ricci. Un ambito che, in buona parte dei casi, sconfina nel sociale e nel disagio economico.
Dati alla mano, stiamo parlando di un patrimonio immobiliare comunale composto, tra abitativo e commerciale, da circa 250 unità.
Gran parte della prima categoria, circa il 90% delle locazioni, vede come conduttori famiglie disagiate, con un canone mensile ridotto, quantificato in base al reddito, e comunque individuate dal settore Servizi Sociali in base a dei precisi criteri quantitativi e qualitativi rispondenti alla specifica normativa sull'edilizia residenziale pubblica.
È il caso degli immobili di via dei Pellegrini, di piazza San Carluccio, di via Tagete e delle altre abitazioni, ex Demanio statale, gestite fino al 2000 dall'Ater e poi passate al patrimonio comunale. In caso di morosità da parte delle famiglie che abitano i nostri immobili il Comune ha sempre inviato comunicazioni di sollecito, tentando e proponendo un piano di rientro agli stessi affittuari. In alcuni casi, proprio perchè di fronte a nuclei familiari particolarmente disagiati dal punto di vista economico e sociale, abbiamo cercato di diluire ulteriormente i tempi per non aggravare una situazione già critica di per sé.
Altre volte si è giunti a conferire a un legale l'incarico di procedere con l'iter per il rilascio dell'immobile e il relativo recupero delle somme dovute dall'affittuario al Comune.
Ben diversa è invece la procedura adottata dall'amministrazione nei confronti dei conduttori dei locali a uso commerciale. In questo caso, di fronte a situazioni di morosità, scattano le procedure legali per il rilascio degli immobili e il recupero dei canoni non corrisposti.
Aggiungo e sottolineo però che, prima di procedere legalmente, anche in queste situazioni, si tenta in prima battuta la via della transazione, ribadendo la disponibilità da parte dell'amministrazione a eventuali rateizzazioni delle somme non ancora riscosse. Il tutto dietro concrete garanzie da parte degli affittuari.
Spesso capita però, che dopo il pagamento delle prime rate, gli accordi non vengano più rispettati. Il debito riprende così ad aumentare.
In altri casi, viene concessa particolare tolleranza di fronte alla dichiarazione da parte dei conduttori di essere in procinto di cedere l'azienda o di essere prossimi all'ottenimento di finanziamenti così da saldare i debiti pregressi.
Il Comune di Viterbo ha adottato le procedure previste per il recupero degli affitti: in alcuni casi, prima di utilizzare la via legale ha tentato quella della tolleranza e del buon senso, soprattutto davanti a persone in seria difficoltà economica.
Non ultimo, un occhio di riguardo lo ha avuto anche nei confronti degli affittuari dei locali all'interno del centro storico.
Il rilancio del centro è possibile con attività commerciali sane dal punto di vista economico. È interesse di tutti, anche dell'amministrazione, vedere attività commerciali con serrand
e alzate, operative e competitive dal punto di vista imprenditoriale. Purtroppo il periodo di crisi che il Paese sta attraversando non favorisce tutto ciò e l'amministrazione prima di dare un'ulteriore mazzata ci pensa un po' più del solito, talvolta rallentando il normale iter burocratico.
Maria Antonietta Russo
Assessore al Patrimonio
28 febbraio 2013
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