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ORE 12:00
Da giornalettismo.com
di Alessandra Cristofari
“C’è il pericolo di attentati spettacolari”
Lo rivela l'annuale rapporto dei Servizi Segreti
La relazione annuale consegnata dai servizi segreti al Parlamento avvisa del possibile pericolo di “attentati spettacolari” perché la minaccia anarco-insurrezionalista è ancora “estesa e multiforme”.
ATTENTATI ? - L’attuale situazione economica e politica potrebbe fare da sfondo a possibili “attentati spettacolari” e a dirlo sono i servizi segreti che monitorano il nostro paese. La minaccia è tutto tranne che sedata, come conferma il ferimento dell’Ad dell’Ansaldo Nucleare Roberto Adinolfi e anzi il pericolo sembra aver subito un’impennata preoccupante favorevole “all’azione diretta”.
AZIONE DIRETTA - I Servizi segreti esortano a “superare le esitazioni” per attivare “interventi in grado di sovvertire il sistema” e in questo sono stati fatti passi in avanti con l’arresto di alcuni presunti anarco-insurrezionalisti ma questo ha portato a delle conseguenze: “da allora si registra infatti una stasi operativa della Federazione Anarchica Informale, con tutta probabilità ascrivibile alla necessità di non evidenziarsi in una fase di accentuata pressione investigativa”.
La questione è che ‘stasi’ non significa annullamento e la minaccia pesa.
CONSEGUENZE - I servizi segreti si aspettano “una gamma di interventi” che potrebbero comprendere sia “attentati spettacolari, potenzialmente lesivi come quelli messi in atto dai gruppi Fai, sia iniziative di non elevato spessore ad opera di altre sigle eventualmente emergenti, non dotate delle medesime capacità tecnico operative, come anche attacchi non rivendicati, in linea con la visione classica dell’anarco-insurrezionalismo”.
Quali sono gli scenari a rischio? “I poteri economico-finanziari, le forze dell’ordine e le forze armate, le lotte ambientaliste, l’opposizione al dominio tecnologico, gli autori delle riforme del welfare e del lavoro, le espressioni di quella che i Servizi chiamano ‘società del benessere’”.
ANCORA BR? - C’è la possibilità di un ritorno di gruppi come le BR? Gli operatori rivelano che quelli considerati come i loro ‘eredi’ hanno tentato di fare breccia nel settore carcerario ma “non sono sembrati in grado di condurre un’efficace opera di infiltrazione, proselitismo e reclutamento”
Questo, tuttavia, non esclude che “queste componenti tentino di inserirsi strumentalmente in realtà aziendali caratterizzate da forte contrapposizioni”.
28 febbraio 2013
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