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CIVITAVECCHIA: VECCHIA CIVITA, NUOVE PROSPETTIVE
Il passato dà preziosi consigli per affrontare il futuro ma soprattutto non lascia nulla al caso.
Le aree geografiche a maggiore intensità di scambi commerciali dell’antica civiltà romana sono state indubbiamente uno dei segreti del suo successo amministrativo ed economico, la cui eredità infatti non risiede soltanto in beni culturali e architettonici.
L’economia incentrata su punti strategici rende questi ultimi catalizzatori di flussi economici e di risorse. In quest’ottica il porto di Civitavecchia può essere considerato oggettivamente quel faro che, in questa difficile fase economica per l’Italia e l’Europa, potrà rappresentare un modello di sviluppo, proprio come lo è stato dalla sua nascita (commissionato da Traiano nel 106 d. C. e progettato dall’architetto Apollodoro di Damasco.) A riprova della sua maestosità e del suo successo, la struttura romana sopravvisse intatta fino al Medio Evo.
L’aspetto attuale è frutto dei tempi recenti ma la sua importanza non è mai declinata.
In età contemporanea il porto di Civitavecchia si avvale di alcune peculiarità inconfutabili. Esso rappresenta la maggiore risorsa economica della città di Civitavecchia all’ interno di un piano di trasformazioni che sta coinvolgendo diverse strutture della città, ma è anche un indiscutibile punto di riferimento del macrosistema economico nazionale ed europeo.
Negli ultimi mesi il porto di Civitavecchia sta vivendo una nuova stagione di importanti investimenti, decisivi per lo sviluppo dell’Italia Centrale. In particolare l’autorità portuale presieduta da Pasqualino Monti, sta portando avanti progetti ambiziosi che riguarderanno sia lo scalo merci che lo scalo passeggeri.
Dal punto di vista turistico, attualmente il porto di Civitavecchia è il secondo scalo europeo per traffico passeggeri annui in transito essendo collegato con i principali porti del Mediterraneo; infatti la sua posizione geografica fa si che sia il principale porto europeo del traffico crocieristico con oltre 2 milioni e 450.000 mila crocieristi transitati nel 2012.
Dal punto di vista strettamente economico è stato ampliato il traffico commerciale, raggiungendo 2 milioni di tonnellate di merci di massa, sfruttando peculiarità strutturali uniche in Italia quali un retroporto adatto alla logistica e un fondale alto circa 23 metri in grado di ricevere le navi portacontainer di ultima generazione.
I lavori, tutt’ora in corso, di ampliamento delle strutture (nuove banchine, ulteriori scali e la creazioni di un terminal per i passeggeri) unitamente al potenziamento delle reti di collegamento (ferroviarie, autostradali e vie del mare) permetteranno al porto di Civitavecchia di diventare uno degli snodi principali d’Europa.
La vocazione del territorio, così prossimo a Roma e tra i primi scali a livello europeo, moltiplicherà le opportunità commerciali di tutto il Centro Italia catapultando l’Italia stessa al centro dell’Europa.
Per questi motivi molte aziende operanti sul territorio, fra cui la ORSOLINI AMEDEO SPA , hanno deciso di puntare su un volano antico e innovativo al tempo stesso come la città portuale.
Orsolini Spa
Sede di Civitavecchia (Roma)
1 marzo 2013
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