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ANNO V n°2193 Lunedì 20 Maggio 2013
TETRAPODI CONTRO I ' PIRATI ' A STRASCICO di Gianfranco Faperdue
Gianfranco Faperdue
VITERBO - Il 14 febbraio viene festeggiato San Valentino vescovo di Terni, martorizzato nel 270 d.C. e divenuto negli anni il protettore degli innamorati.
Ebbene proprio il giorno di San Valentino è stato festeggiato dagli ecologi del Dipartimento di Scienze Ecologiche e Biologiche della Università della Tuscia, coordinati dal prof. Giuseppe Nascetti, con l’inizio della posa in mare nello specchio antistante Montalto di Castro dei primi 42 “tetrapodi” a difesa delle praterie sommerse di Posidonia oceanica, una pianta superiore che protegge la costa dalla erosione e ossigena il mare.
La notizia è stata data dallo stesso Prof. Nascetti nel corso di una conferenza stampa tenuta nei locali del rettorato della Università viterbese.
I “ tetrapodi” strutture in cemento armato dal peso di ben 15 tonnellate l’uno , calati in mare prima della prateria di posidonie hanno lo scopo di dissuadere i pescherecci che svolgono attività di pesca a strascico illegale , dal continuare ad impoverire e desertificare i fondali rendendoli privi di vita.
“ Per il mare – ha spiegato Nascetti – è come se venissero chiusi i reparti neonatali degli ospedali . Le praterie sommerse sono infatti le nursery per la biodiversità marina”.
Lo strascico dei pesherecci “ pirata” , arando il fondo , oltre a ridurne l’estensione, impatta sugli stock ittici e, conseguentemente , sulla economia locale della piccola pesca .
Il progetto ideato dagli ecologi del dipartimento della Unitus è stata l’unico progetto europeo LIFE approvato nel 2009 dedicati alla conservazione della biodiversità marina e conseguentemente finanziato per circa 1.340.000 euro.
E’ questo il terzo progetto LIFE ideato e realizzato dal prof. Nascetti ed i suoi validissimi collaboratori ad essere approvato e finanziato dalla Unione Europea.
Il primo di questi progetti è stato quello delle saline di Tarquinia ove oggi esiste uno dei più importanti centri ittiologici d’Europa e dove , particolare questo assai interessante, si è riusciti ad allevare negli speciali incubatoi migliaia di esemplari di astici che da li vengono inviati per il ripopolamento di vaste aree marine nelle quali da anni quella specie ittica è pressochè scomparsa.
Proprio nei giorni scorsi,ha rivelato il prof. Nascetti, migliaia di questi esemplari sono stato rilasciati in mare nelle acque di Isola Capo Rizzuto in Calabria.
Tornando alla “operazione tetrapodi” , questi maxi dissuasori i vengono calati in mare dall’equipaggio della “ Fortunato” , un pontone ancorato presso la foce del fiume Fiora in un cordiale e fattivo clima di collaborazione tra gli operatori locali della pesca, la Capitaneria di Porto , l’Amministrazione comunale di Montalto di Castro e gli esperti della Università e della Regione Lazio .
La presenza del pontone “ Fortunato” è stata inoltre provvidenziale per intervenire d’urgenza ne restauro di parte della banchina del Fiora andata distrutta dalla alluvione del novembre scorso e della quale i pescatori locali sono ancora in attesa dei lavori di completamento.
“ Il calo dei “tetrapodi “ in mare – ha commentato il prof. Nascetti - costituisce un segnale forte che il mondo della ricerca e della istituzioni pubbliche più sensibili hanno lanciato per coniugare salvaguardia della biodiversità marina e piccola pesca , ovvero per coniugare ecologia e green economy”.
Una volta ultimato il calo in mare di tutti i tetrapodi sarà assai difficile se non impossibile per i cosiddetti pescherecci “pirata” continuare nello loro scorribande distruttive ed ellegali.
1 marzo 2013
Foto di Repertorio
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