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Come giudichi i risultati delle elezioni nazionali?
Beh, è un po’ come nelle partite di calcio in cui domini la partita, sei è in vantaggio per 2-0 fino al 90’ e poi subisci due gol nei minuti di recupero. Alla fine uno dice, meno male che è finita, altrimenti rischiavamo pure di perdere!
Ai punti avresti vinto, ma nel calcio conta il risultato ed allora subentra il rammarico e ci si domanda, ma come diavolo siamo riusciti a non vincere questa partita?
La mia spiegazione sarebbe fin troppo facile, mi sono battuto per una scelta diversa del leader della coalizione sostenendo Matteo Renzi, poi mettendoci la faccia per un ricambio dei rappresentanti politici.
Entrambe le battaglie mi hanno visto sconfitto, seppure con risultati sorprendentemente buoni, segno, a mio avviso, che la percezione di ciò che voleva la gente era quella giusta.
Ma non basta, io credo che sia arrivato il momento di cambiare i paradigmi che ci hanno guidato fino ad oggi e costruirne di nuovi. Con coraggio ed un pizzico di sana follia.
Due esempi: primo la politica senza finanziamento pubblico ai partiti è possibile.
Grillo ne è la dimostrazione: primo partito in Italia. Io lo sostengo all'interno del PD da circa 2 anni, è possibile, anzi è doveroso e moralmente necessario. Secondo: basta con gli schieramenti rigidamente contrapposti, bisogna aprire al confronto ed al ragionamento politico con tutti i partiti ed i movimenti.
Le coalizioni centro/destra contro centro/sinistra non hanno più ragione di esistere, almeno per come le abbiamo concepite fin'ora. Nel M5S sono confluiti gli scontenti di tutti gli schieramenti, hanno condiviso alcuni punti cardine ed un'idea nuova di fare politica, ed hanno vinto.
Analizzando i dati nazionali e regionali il Pd è aumentato nei consensi. Come giudichi questo successo?
Assolutamente positivo. Sono certo che con Nicola Zingaretti si possa ristabilire immediatamente quel rapporto di comunicazione/collaborazione tra Enti/Regione che è mancato sia a livello comunale ma, mi permetto di dirlo per esperienza diretta, anche a livello provinciale.
La Polverini ed i suoi assessori vivevano in un mondo “incantato”, spesso non riuscivano a trovare intese nemmeno con i propri rappresentanti politici di riferimento in provincia.
Da questo punto di vista Zingaretti rappresenta il ritorno alla normalità.
Dipende dall'azione politica del Pd o dalla forza del candidato Zingaretti?
Il successo di Zingaretti alla Regione Lazio è il successo di un leader che ha fatto scelto difficili, come la non ricandidabilità dei consiglieri regionali uscenti, che si è mostrato attento alle problematiche dei territori, visitando più volte tutte le province, che ha saputo trasmettere emozioni, già dall’impostazione stessa della sua campagna di comunicazione elettorale.
Quindi nessun dubbio sulla sua affermazione.
Non è mia abitudine salire sul carro del vincitore per attribuirmene parte dei meriti, questo è il successo di Nicola Zingaretti e di scelte politiche azzeccate.
Comune e Regione al centrosinistra? Cosa può nascere di buono da adesso in poi per Civita Castellana?
Indubbiamente la situazione è difficile, qui nessuno ha la bacchetta magica.
Ma sull’ospedale, sul distretto industriale, sul raddoppio della ferrovia Zingaretti è stato chiaro ed ha preso impegni ufficiali, pertanto sono fiducioso.
Ora non ci resta che aspettare di conoscere gli assessori. Tutti parlano di un assessorato per la Provincia di Viterbo, qualcuno si spinge ad azzardare all’agricoltura, io preferirei alle attività produttive.
Ma in questa scelta sono decisamente di parte!
A proposito, per quanto riguarda il “toto-assessore”, non mi appassiona e non ho preclusioni.
Certo che se una volta tanto fosse scelto nella bassa tuscia, la cosa non potrebbe che farmi piacere.
2 marzo 2013
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