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Dopo circa otto mesi di iniziative e lotte, il "calvario" di Villa Buon Respiro , non solo non è finito, ma è peggiorato.
Dal mese di luglio 2012 Villa Buon Respiro, che assiste oltre 220 ragazzi con gravi problemi di disabilità, è messa sotto tiro con una miriade di problemi, a mio giudizio, molti artificiosi, che stanno mettendo a rischio la struttura sanitaria nell'immediato futuro.
Tale situazione mi ricorda "la famosa tela di Penelope" che di giorno cresceva e di notte calava con la conseguenza che il giorno dopo era sempre uguale, se non peggio.
Da un po' di tempo ci si stava indirizzando, con una, anche se minima, sensazione di ottimismo, verso possibili soluzioni.
Tutto sbagliato. Due mesi fa, l'Azienda U.S.L. di Viterbo, con una lettera, comunicava che 100 (cento) ragazzi seguiti ambulatoriali erano autorizzati ma non accreditati.
Detti ragazzi, è bene precisare, venivano e vengono inviati dall'AUSL stessa, senza che nessuno ne faccia richiesta. Ebbene, quest'ultima Istituzione, non può riconoscerne la liquidazione delle fatture poiché manca l'accreditamento con la Regione Lazio, pur essendo, nello stesso tempo, impossibilitata ad erogare tale assistenza autonomamente.
Strano ma vero. Io ti mando utenti ma non posso riconoscere che li hai assistiti e che li stai assistendo. Non so se stiamo ai confini della follia.
Ma non finisce qui. Presso la struttura sanitaria in questione, venivano e vengono assistiti 35 (trentacinque) ragazzi semiresidenziali. Oggi tagliati a 20 (venti).
Speravamo che non ci fossero altri tagli, ma ci siamo sbagliati: i 95 residenziali, di cui 27 (ventisette) vengono assistiti in tre case famiglia o case alloggio, autorizzati dall'AUSL, non vengono riconosciuti dalla Regione Lazio con la conseguente riduzione a 68 (sessantotto).
Quanto suddetto, ci è stato formalmente comunicato da Direttore Operativi del Buon Respiro come notizia ricevuta da funzionari dell'AUSL di Viterbo.
In quarant'anni di attività sindacale non ho mai vissuto simili situazioni che hanno tutto l'odore di incompetenza e irresponsabilità di chi viene profumatamente pagato con i soldi dei cittadini per amministrare la sanità.
Stiamo assistendo a "passaggi di palla" tra Regione ed AUSL, mentre noi, i lavoratori, gli utenti ed i loro famigliari, siamo, come si dice, "con il cerino in mano".
Oggi alle 15,30, abbiamo avuto un incontro con il Sindaco di Viterbo ed apprezziamo notevolmente la sua disponibilità, essendosi impegnato a creare, nei primi giorni della prossima settimana, un tavolo con il Prefetto di Viterbo, visto che questa situazione tende a compromettere l'ordine pubblico.
Siamo stanchi, sia i Sindacati, sia i lavoratori, (che ad oggi devono ancora percepire lo stipendio di gennaio), sia i famigliari degli utenti.
Non è possibile che un funzionario della Regine Lazio, un certo Dott. Ciarlo, profumatamente pagato, tenga in ansia: sindacati, lavoratori, utenti con i loro famigliari.
Penso che sia giunto il momento di segnalare alla Procura della Repubblica per far aprire un'inchiesta che tenda a verificare se esistono gravi responsabilità di questo signore.
Non è da meno la massima Dirigenza della sanità viterbese che. se ha bisogno di questa struttura, come sembra, deve risolvere il problema e se non ne ha la capacità gli resta una sola cosa da fare. DIMETTERSI.
Se è vero che la dirigenza AUSL è regione-dipendente ma la regione ignora tutto quello che fa o propone, risulta totalmente inutile, anzi deleteria.
Mercoledì andremo nei locali della cittadella, al 5° piano, per tentare di capire se esistono intenzioni che possano evitare la compromissione dell'ordine pubblico oppure no. In quel momento decideremo di scegliere le forme di lotta conseguenti.
Il Segretario Nazionale
CONF.A.€.L. - Sanità
Egidio Gubbiotto
3 marzo 2013
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