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E già, contro ogni più sottile calcolo di casta-politica, questa volta gli italiani, tanto detestati dalle parti di Berlino (in realtà quell’8 settembre non lo hanno mai capito…difficile da comprendere anche per molti italiani), hanno finalmente inviato un sonoro schiaffo alla politica politicante, ed hanno chiesto quello che ogni persona di buon senso chiederebbe, senza se e senza ma.
Ci sono voluti gli effetti di un’enorme crisi di sistema per voltare pagina e chiedere a gran voce alla politica, quindi ai politici, di prendersi cura dei cittadini e di tornare ognuno a fare la propria parte, lontano da tutte quelle infrastrutture “barocche” che appesantiscono e allontano la politica dal popolo.
Ho, purtroppo constato la continua emorragia egoista, di quello che una volta rappresentava la mia parte politica, la destra, frantumata in innumerevoli formazioni e movimenti ad-personam e chiusa nei singoli steccati ideologici che producono l’annientamento di una parte di popolo, non rappresentata nelle istituzioni repubblicane.
Ho afferrato l’ultima arma democratica, la matita per dire basta alle logiche di poteri pre-costituiti e laceranti per il tessuto sociale ed ora osservo la disperazione ideologica di quella gioiosa macchina da guerra, prossima all’autodistruzione e fuori dal tempo.
Ho gioito malinconicamente, alla ignobile caduta di Fini, un uomo che ha commesso il grave errore di dettare la tabella di marcia ad un’elettorato che, dopo la fusione a freddo con Forza Italia e la nascita del più grande partito dei moderati (dicevano loro…), ha smesso di riconoscersi in lui; purtroppo anche i suoi validi consiglieri politici lo hanno indotto in questo tragico errore in quanto la storica parte avversa non ha mai smesso di strizzare l’occhio, ed allora hanno pensato bene che l’antica profezia gattopardesca si fosse avverata: morirete democristiani.
In tutto questo andirivieni di emozioni, di messaggi subliminali, di seminari a numero chiuso ed a pagamento, di divani e librerie, i pensatori del circolo magico di Gianfranco Fini hanno pensato che ormai era cosa fatta: il bipolarismo è fallito, quindi avanti con la moderazione, scevra di qualsiasi influsso fascista, anzi repellente alla storia recente dell’Italia. Errore!
Ho sentito il bisogno di inzupparmi d’acqua a piazza Verdi per partecipare all’unica idea di rinnovamento offerta da questa tornata elettorale, senza chiedermi e senza conoscere chi mi avrebbe rappresentato, ma convinto che questa era l’occasione per provare a cambiare passo.
Le altre “offerte politiche” (terminologia orrenda che segna il tempo di decadenza morale in cui siamo finiti), dopo l’imbarazzante smascheramento di Oscar Giannino (un’autentico cazzaro patologico), non rappresentano nulla di nuovo, sono il vecchio che vuole occupare e preservare le proprie ed irrinunciabili posizioni di lobby e caste di potere. Il bene di pochi a discapito dei tanti.
Come dire: “il dado è tratto ed indietro non si torna!”
Saluti, Antonello Proietti
4 marzo 2013
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