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da il sussidiario.net
SCENARIO/ Fioroni (Pd): lavoriamo per evitare
nuove elezioni
INT. Giuseppe Fioroni
Misura, senso della responsabilità e evitare "premature categoriche determinazioni di parte": è quanto ha chiesto
il Capo dello Stato scrivendo personalmente una lettera ai partiti. Partiti che in questo momento storico sono
essenzialmente tre, quelli che hanno ottenuto il miglior risultato elettorale e che in base a questo risultato hanno
in mano il futuro del Paese, e cioè Pd, Cinque Stelle e Pdl.
Ma anche partiti che al momento sembrano navigare
nella confusione e nell'incertezza più totali, con no reciproci a ipotesi di alleanze e convergenze. Con uno spettro
che aleggia su tutto il Paese: elezioni anticipate. Per Giuseppe Fioroni, contattato da ilsussidiario.net, "le elezioni
anticipate significherebbero per l'Italia il male assoluto. Come Pd, confidiamo nel Capo dello Stato per evitarle
nel modo più deciso".
A Bersani, ha detto ancora Fioroni, "il compito di presentare al Parlamento gli otto punti
programmatici su cui Beppe Grillo per primo, in qualità di rappresentante del primo partito italiano, dovrà dare o
meno la sua disponibilità".
Giorgio Napolitano chiede ai partiti di evitare "premature categoriche determinazioni di parte":
qual è la sua opinione in merito?
Il Capo dello Stato con questa richiesta ha dimostrato la consueta saggezza e lungimiranza. L'Italia che aveva
potuto sollevare di qualche centimetro la testa dal baratro su cui si poneva, oggi rischia di cadere in quello stesso
stesso baratro con conseguenze peggiori di quelle della Grecia.
Quale alternativa a questo disastro?
Il male assoluto è il voto anticipato. Per questo mi auguro che nella direzione nazionale del Pd di mercoledì si
sancisca il no ad elezioni anticipate come male assoluto e in virtù di questo no, si intraprenda e prenda atto della
disponibilità di Bersani ad andare in Parlamento e trovare con le forze responsabili a cominciare da Grillo, che è
il primo partito, una convergenza sugli otto punti. Ribadisco: condivido con il Capo dello Stato che l'esigenza
fondamentale è il no ad elezioni anticipate.
E' possibile anticipare il contenuto di questi otto punti di Bersani?
Credo che contrariamente a quanto pensa Grillo, l'instabilità non è un problema che interessa alcune forze
politiche. L'instabilità è il male che affligge la famiglia italiana, le piccole e medie imprese, i lavoratori in cassa
integrazione, i disoccupati, i precari, i pensionati.
Combattere l'instabilità significa fare riforme precise: dai costi
della politica al mono cameratismo, alla riduzione degli sperperi, ma contemporaneamente a ciò operare in modo
da uscire dalla crisi economica. Soprattutto uscire dalla recessione e poter far sì che si creino lavoro e
occupazione.
Al di là degli otto punti, questo credo sia il contenuto degli interventi urgenti che debbono essere
messi in campo.
C'è chi, ad esempio Walter Veltroni, chiede un governo del Capo dello Stato: lei crede che
Napolitano potrebbe fare ciò?
La cosa che devono condividere tutte le forze politiche è il no ad elezioni anticipate. Il Pd, che è la prima forza in
Parlamento con la maggioranza alla Camera e quella relativa al Senato, dà la disponibilità a un programma di
otto punti e a trovare le forze responsabili a cominciare dal primo partito del Paese che è quello dei 5 stelle. Dopo
di che resta l'onere di fare ciò, e anche ci auguriamo tutti la capacità del Capo dello Stato di evitare le elezioni
anticipate.
Lei ritiene che il no di Renzi a una leadership di Governo sia un no sensato, giusto?
A Bersani spetta la responsabilità dell'oggi e a Renzi quella di costruire la prospettiva del domani del
centrosinistra. Credo sia cosa ovvia che gli italiani vedano che le forze politiche hanno la capacità di non
anteporre i loro bisogni a quelli degli italiani.
Se noi regaliamo il Pd a guerre interne e portiamo il Paese a elezioni
a giugno o a ottobre, vuol dire che ci ritroveremo un Paese dal punto di vista economico, occupazionale e sociale
in una situazione molto più devastante di quella greca.
Anche lei come la maggior parte degli esponenti Pd dice no all'ipotesi governissimo con il Pdl?
Quando si lavora su una opzione principale prendere in considerazione quelle subordinate significa far fallire
quella principale. Dovesse fallire quella principale, rimarrà la saggezza del capo dello Stato che sicuramente
lavorerà per il bene dell'Italia.
5 marzo 2013
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