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Il presidente Meroi vicino ai collaboratori del Nuovo Corriere Viterbese lasciati senza stipendi.
“Esprimo solidarietà e vicinanza ai collaboratori del Nuovo Corriere Viterbese che dopo aver visto cessare nell’agosto del 2012 le pubblicazioni del quotidiano, hanno visto anche disattesi gli accordi che la proprietà aveva assunto con le rappresentanze sindacali.
Secondo quanto denunciato dall’Associazione Stampa Romana che ha seguito la vertenza sin dall’inizio, l’Azienda si era impegnata a garantire ai collaboratori il pagamento delle spettanze dovute da due anni, ma nonostante le reiterate sollecitazioni della stessa Asr questo impegno non è stato ancora onorato.
Non posso quindi che solidarizzare con i giornalisti che stanno vivendo questa spiacevole situazione augurandomi che, quanto prima, possano ricevere quanto gli è dovuto.
Purtroppo la nostra provincia negli ultimi tre anni ha visto un drastico ridimensionamento del settore della carta stampata con gravi conseguenze per i giornalisti che, con impegno e professionalità, hanno contribuito ad arricchire l’informazione nella Tuscia.
In una democrazia degna di questo nome, la presenza di testate giornalistiche differenti per orientamento politico o per ambito di competenza, è una garanzia di libertà, di pluralismo e di crescita culturale per tutti.
Chiudere un giornale significa perdere un pezzo di libertà.
I collaboratori del Nuovo Corriere Viterbese, nonostante il notevole ritardo nei pagamenti, fino alla fine hanno continuato a prestare la loro opera con impegno e dedizione per garantire un prodotto di qualità. Saldare loro le spettanze dovute, oltre che un atto di giustizia, diventa soprattutto un dovere morale”.
Marcello Meroi
Presidente della Provincia di Viterbo
5 MAGGIO 2013
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